Ilaria Salis condannata dal Tribunale di Milano a risarcire oltre 300mila euro a due ex collaboratori

Guai giudiziari e contenzioso di lavoro per l'eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra

Redazione
Ilaria Salis condannata dal Tribunale di Milano a risarcire oltre 300mila euro a due ex collaboratori
Ilaria Salis

Ilaria Salis condannata dal Tribunale di Milano a risarcire oltre 300mila euro a due ex collaboratori. Guai giudiziari e contenzioso di lavoro per l’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra.

Una vertenza di lavoro e un problema di notifica anagrafica costano caro all’europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) Ilaria Salis.

Il giudice Franco Caroleo della Sezione Lavoro del Tribunale di Milano ha condannato l’esponente politica al pagamento di un risarcimento complessivo superiore ai 300.000 euro in favore di due suoi ex collaboratori, licenziati nei primi mesi del 2025 senza che fosse provata la sussistenza di una giusta causa.

Nel procedimento, l’eurodeputata è risultata contumace per l’intero iter giudiziario a causa dell’impossibilità da parte dei legali dei ricorrenti di notificare gli atti presso l’indirizzo ufficiale di residenza.

Dalla vittoria elettorale al recesso dei contratti

La vicenda trae origine dai mesi successivi all’elezione di Ilaria Salis al Parlamento Europeo nel giugno 2024. Per la gestione dell’attività politica e strategica, la parlamentare aveva ingaggiato due assistenti con contratti a termine parametrati sulla durata dell’intero mandato parlamentare (con scadenza fissata al 16 luglio 2029) e retribuzioni mensili comprese tra i 2.900 e i 3.000 euro.

Le mansioni prevedevano lo sviluppo di progetti istituzionali, la gestione di eventi sia in Italia che all’estero, il supporto nei contatti con le autorità e la consulenza strategica. Tuttavia, nel febbraio 2025 — dopo pochi mesi di attività — il rapporto si è interrotto bruscamente.

Notificato il primo recesso a un’assistente motivando il «venir meno del rapporto fiduciario» e la sopravvenienza di una «incompatibilità ambientale e personale».

Comunicato con effetto immediato il licenziamento al collega a causa di una «manifesta insoddisfazione riguardo ai contenuti della collaborazione».

Le motivazioni della sentenza del Tribunale di Milano

Assistiti dagli avvocati Francesca Verdura, Tiziana Laratta e Sergio Romanotto, i due ex collaboratori hanno adito le vie legali per impugnare i licenziamenti ritenuti privi di fondamento normativo.

Nella sentenza del giudice Franco Caroleo viene ribadito il principio generale per cui l’onere di provare la giusta causa di un licenziamento spetta interamente al datore di lavoro.

Salis, rimasta contumace e non costituitasi in giudizio, non ha prodotto elementi a supporto delle risoluzioni contrattuali, portando il Tribunale a dichiarare l’insussistenza della giusta causa.

Il giudice ha stabilito un risarcimento di 300.900 euro complessivi a titolo di mancato guadagno calcolato fino alla naturale scadenza del mandato (luglio 2029), oltre al pagamento di 10.000 euro per le spese di lite.

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