Lago Maggiore: recuperato un cadavere a Castelveccana, era in acqua da lungo tempo

I resti sono stati individuati da un sub amatoriale a 40 metri di profondità in località Caldé

Redazione
Lago Maggiore: recuperato un cadavere a Castelveccana, era in acqua da lungo tempo
Lago Maggiore

Lago Maggiore: recuperato un cadavere a Castelveccana, era in acqua da lungo tempo. I resti sono stati individuati da un sub amatoriale a 40 metri di profondità in località Caldé.

Un vero e proprio mistero si addensa sulle acque del Lago Maggiore. Nella giornata di ieri, domenica 12 luglio 2026, il cadavere di una persona, la cui identità resta al momento completamente sconosciuta, è stato individuato e recuperato nel territorio comunale di Castelveccana, in provincia di Varese.

A fare la drammatica scoperta è stato un subacqueo amatoriale impegnato in un’immersione ricreativa nello specchio d’acqua antistante la nota località di Caldé.

Il ritrovamento a 40 metri di profondità e la macchina dei soccorsi

La posizione del corpo ha richiesto un intervento tecnico particolarmente complesso e delicato, coordinato in tempi rapidi per evitare lo spostamento dei resti a causa delle correnti lacustri.

I resti si trovavano adagiati sul fondale a circa 40 metri di profondità e a una distanza di circa 60 metri dalla linea di riva. Il sub, non appena riemerso in superficie, ha immediatamente allertato i numeri di emergenza.

La macchina dei soccorsi ha visto l’impiego coordinato dei Vigili del Fuoco – giunti sul posto con un’autopompa, un battello pneumatico e gli specialisti del Nucleo Sommozzatori – supportati da un elicottero decollato d’urgenza dalla base di Malpensa.

Nelle operazioni di recupero sono state impiegate anche le motovedette della Guardia Costiera del Lago Maggiore (nello specifico l’unità GC B129) insieme a una pattuglia da terra del 2° Nucleo.

Corpo in acqua da mesi, si scava tra le denunce di scomparsa

Una volta riportata a galla, la salma è stata messa in sicurezza e trasferita presso l’obitorio di Varese, dove rimarrà a disposizione della Procura della Repubblica. I rilievi a terra e le prime attività investigative sono stati affidati ai Carabinieri della compagnia locale.

Secondo i primissimi riscontri medico-legali, lo stato dei resti indica che la permanenza del corpo in acqua risalirebbe a un lungo periodo di tempo, un fattore che rende attualmente impossibile determinare non solo il sesso o l’età apparente, ma persino i tratti somatici minimi.

Sarà l’esame autoptico, che la magistratura disporrà nelle prossime ore, a dover fare luce sulle cause del decesso (annegamento o morte violenta) e a estrarre il profilo genetico.

I militari dell’Arma, nel frattempo, hanno iniziato a spulciare i database dei passati mesi alla ricerca di denunce di scomparsa compatibili nell’intera area del verbano e nelle vicine sponde piemontesi e svizzere.

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