L’Appia Antica: la classicità nella cultura del presente

Il progetto sarà illustrato presso l'Istituto Superiore Lombardi di Airola il prossimo 6 maggio alle ore 10:30 dopo che la validità della proposta è stata illustrata all'Unisannio e all'IIs Fermi di Montesarchio

Redazione
L’Appia Antica: la classicità nella cultura del presente

L’Appia Antica: la classicità nella cultura del presente. Il progetto sarà illustrato presso l’Istituto Superiore Lombardi di Airola il prossimo 6 maggio alle ore 10:30 dopo che la validità della proposta è stata illustrata all’Unisannio e all’IIS Fermi di Montesarchio

Il progetto “L’Appia Antica. Una via per l’impero” fluidifica con le sue proposte il territorio della Valle Caudina con la presentazione presso l’IIS “A. Lombardi” di Airola, in provincia di Benevento, il 6 maggio 2026 alle ore 10:30. Si è pervenuti a questo traguardo dopo un interessante approccio in altri due contesti di rilievo (Unisannio e IIS “E. Fermi” di Montesarchio) che hanno confermato una solida autorevolezza alla proposta.

Non mancheranno nel prossimo appuntamento il rigore scientifico ed il fascino narrativo della ricerca che sarà sviluppata da un gruppo di esperti nelle varie discipline umanistiche, storiche e scientifiche. Le personalità accreditate alla narrazione saranno Pasqualino Marro, Direttore responsabile de La Scuola e L’uomo-Ricerca, nonchè consigliere nazionale dell’Uciim, che svolgerà il ruolo di giornalista e coordinatore dell’evento che a tal proposito ci ha dichiarato: «Il progetto sull’Appia Antica offre ai Comuni della Valle Caudina una ulteriore opportunità di conoscenza del volto della Città Caudina; la Valle, già sannitica, poi romana, longobarda e feudale, sarà arricchita di ulteriori tasselli di ricerca storica che renderanno più leggibile la sua immagine culturale».

Seguiranno gli interventi di Italo Abate, studioso del Mediterraneo antico, autore e coordinatore del progetto, che si soffermerà sulla visione strategica della Roma del IV secolo a.C. con l’espansionismo romano nella penisola italica con la creazione delle infrastrutture viarie e del supporto dell’aristocrazia romana nella costruzione dell’Appia Antica.

Mario Cesarano, responsabile del Parco Archeologico di Aeclanum, fornirà un significativo apporto culturale sull’importanza della città di Aeclanum quale modello di sviluppo urbano con la sua urbanistica ed i suoi complessi monumentali.

Vincenzo Zuccaro, responsabile del Museo Archeologico Nazionale del Sannio Caudino, offrirà indirizzi e motivazioni per la promozione e valorizzazione del territorio attraversato dall’Appia.

Dal canto suo, Rosaria Picozzi, dirigente scolastica, vicepresidente regionale dell’Uciim, parlerà dell’importanza della storia per l’Appia antica.  Flavio Castaldo, archeologo e docente di Lettere antiche, invece, ci intratterrà sul tratto dell’Appia irpina dal Calore all’Ufita.

Pasquale Pisaniello, già docente di Lettere, relazionerà su memorie letterarie e archeologiche della Via Appia. Mentre, Cinzia Clemente, docente di Disegno e Storia dell’arte, IIS Lombardi, narrerà su miti, storie e leggende che si sono sviluppate lungo l’Appia.

Domenico Giordano, docente di Disegno e Storia dell’arte, IIS Lombardi, si soffermerà sui materiali e tecniche ingegneristiche applicate nella costruzione dell’Appia. Alfredo Novello, docente nella stessa scuola, grecista storico ed esperto di filologia greca e latina, documenterà come gli storici e i geografi di lingua greca hanno descritto l’avanzata romana e l’efficienza dell’Appia.

Maria Giuseppina D’Ambrosio, docente di Lettere, IIS Fermi,  illustrerà le Linee guida del Progetto IIS Fermi di Montesarchio; Maria Grotta, naturalista, svolgerà una relazione sul Premio di Cultura Mediterranea temporis momentum del progetto Appia Antica.

Mariano Goglia, artista sannita, illustrerà la raffigurazione scultorea della moneta commemorativa dell’Appia in marmo rosso di Vitulano. I saluti istituzionali e l’introduzione ai lavori saranno svolti da Maria Pirozzi, Dirigente scolastico dell’IIS Lombardi, che ci ha dichiarato «Il progetto è rappresentativo di quella cultura classica, ben presente in questo Istituto, che intreccia ricerche di storia, filologia, letteratura, archeologia, urbanistica, arte e architettura.

Le riflessioni dei ricercatori metteranno in luce come ciò che oggi noi osserviamo dell’Appia Antica sia il risultato di una storia solida, ben stratificata, illuminata dalla sapientia; anche fatta di interruzioni, inabissamenti e rifioriture ma che non ha mai perso di attualità, né consistenza, né effettività.

Gli studenti di questo Istituto partecipano con dinamico entusiasmo indagando su tracce, silenzi, memorie di pietra e tradizioni lungo l’Appia nella Valle Caudina. Loro hanno fornito il contributo progettuale in seno al gruppo dei relatori di questo Istituto con supporto digitale arricchito da mappe, video e disegni grafici realizzati certa manu, interpretando altresì visivamente curiosità ed aneddoti studiati sull’Appia Antica.

Va dato atto dell’impegno dei ricercatori che qualificano scientificamente il progetto e va riconosciuto che il progetto stesso si inserisce armonicamente nel dibattito culturale nazionale sull’Appia Antica. È una occasione in più per comprendere a fondo il valore materiale e culturale della classicità e della sua tutela».

Pasqualina Luciano, invece, nella sua qualità di Dirigente scolastico dell’IIS Fermi afferma che «Il progetto stimola l’interesse alla cooperazione sul territorio per la creazione di un Sistema Appia Caudina come rete integrata che collega Scuole-Musei-Comuni sulla base del concetto di ecosistema turistico e culturale permanente. La partecipazione di varie Istituzioni a questo progetto è la prova più evidente della sua validità e del percorso da seguire nel futuro».

L’insieme costituisce un capitale di ricerche che verrà valorizzato con la pubblicazione degli editoriali scientifici e con l’abbinamento all’assegnazione del Premio di Cultura Mediterranea “Fernand Braudel” 2026.

Il progetto intende esaminare l’Appia Antica non come un rudere, un reperto archeologico di ciò che è stato, bensì come  un sistema infrastrutturale complesso, un investimento di potere della nobilitas romana, una proiezione dell’immagine della gens Claudia nella storia; e, alla pari, come capacità tecnica  e ingegneristica dei romani di progettare grandi opere, quelle che Vitruvio, nel 25/20 a.C., tratterà nel suo De architectura.

Ma il progetto studia anche la Regina Viarum come infrastruttura capace di generare forme urbane (Capua, Beneventun, Caudium, Aeclanum, Forum Aemilii, Venusia,…) e come asse di cultura su cui hanno transitato le filosofie orientali, le religioni del Mediterraneo ed il pensiero artistico e letterario di ogni tempo.

Uno degli obiettivi del progetto è anche quello di sintetizzare in termini scientifici una narrazione multidisciplinare che possa costituire un documento di base per futuri progetti di valorizzazione in armonia con quelli che sono i criteri di gestione dell’Unesco che ha dichiarato l’Appia Antica patrimonio dell’Umanità.

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