Maldive: recuperati i corpi di due dei quattro sub italiani rimasti bloccati nella grotta

Trovati i resti di Monica Montefalcone e Federico Gualtieri. Ancora sul fondo la figlia di Monica, Giorgia, e il quarto connazionale. Aperta un'inchiesta a Roma e a Malé: si indaga per omicidio colposo e mancanza di permessi

Redazione
Maldive: recuperati i corpi di due dei quattro sub italiani rimasti bloccati nella grotta

Maldive: recuperati i corpi di due dei quattro sub italiani rimasti bloccati nella grotta. Trovati i resti di Monica Montefalcone e Federico Gualtieri. Ancora sul fondo la figlia di Monica, Giorgia, e il quarto connazionale. Aperta un’inchiesta a Roma e a Malé: si indaga per omicidio colposo e mancanza di permessi.

Arriva la svolta nelle operazioni di soccorso nell’atollo di Vaavu, alle Maldive: i soccorritori hanno ufficialmente recuperato i primi due dei quattro corpi dei subacquei italiani rimasti intrappolati all’interno di una grotta sottomarina. Le autorità locali hanno confermato l’identità delle prime due vittime riemerse.

Il recupero a 30 metri di profondità

Le operazioni di recupero, estremamente complesse dal punto di vista tecnico, sono coordinate dalla Guardia Costiera maldiviana, dalla polizia locale e da un team di speleosub finlandesi, supportati dagli esperti dell’organizzazione internazionale Dan Europe.

I quattro corpi erano stati individuati tutti vicini, ammassati all’interno del cosiddetto “terzo settore” della grotta sottomarina, una zona caratterizzata da buio assoluto, passaggi ostruiti e visibilità quasi azzerata.

Per evitare rischi legati alla decompressione e proteggere l’incolumità degli stessi soccorritori, il piano prevede una risalita a tappe. Gli esperti estraggono i corpi dalle profondità della grotta e li consegnano ai sub della Guardia Costiera, che effettuano il trasporto assistito dai 30 metri fino a una stazione intermedia a 7 metri di profondità, prima dell’ultimo strappo verso la superficie.

Oggi è toccato a Monica Montefalcone e Federico “Chicco” Gualtieri; il recupero degli altri due sub (tra cui la giovane Giorgia) è previsto per la giornata di domani.

Il dolore straziante della famiglia: “Sono distrutto”

Raggiunto dai giornalisti, Carlo Sommacal, marito di Monica e padre della giovane Giorgia ancora intrappolata sul fondo dell’atollo, ha espresso il proprio dramma in parole cariche di disperazione.

“Voglio ricordarle sorridenti. Sono distrutto, ho saputo adesso dalla televisione che hanno ritrovato Monica e Chicco. Non ho le forze per dire nulla, sono giorni che non dormo, che ho gli incubi. Devo solo cercare di resistere perché a casa c’è mio figlio Matteo che ha vent’anni. Che succederebbe se cedessi anche io?”.

Il signor Sommacal ha già annunciato che, comprensibilmente privo di forze, non si recherà nella capitale Malé per il riconoscimento, attendendo il rientro delle salme in Italia.

L’apertura delle indagini e il nodo della sicurezza

Mentre le imbarcazioni di appoggio sono ferme in mare, la macchina giudiziaria si è attivata contemporaneamente su due fronti internazionali:

Il portavoce del governo di Malé, Mohammed Hussain Sharif, ha annunciato il blocco temporaneo di tutte le attività subacquee commerciali della zona per consentire lo svolgimento delle indagini.

Sotto la lente degli inquirenti locali ci sono le autorizzazioni: il forte sospetto è che la spedizione della safari boat “Duke of York” (la barca su cui alloggiavano i sub italiani) non avesse tutti i permessi validi per condurre escursioni all’interno di quel sistema di grotte così pericoloso.

I magistrati di Piazzale Clodio hanno aperto un fascicolo d’indagine con l’ipotesi di reato di omicidio colposo. I pubblici ministeri disporranno l’esecuzione delle autopsie non appena le salme rientreranno sul territorio italiano e hanno già dato mandato alle forze dell’ordine di interrogare i testimoni e gli altri connazionali presenti a bordo della Duke of York per ricostruire la catena decisionale che ha preceduto l’immersione fatale.

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