Meteo, finisce la tregua: l’Italia piomba nella terza ondata di caldo record

Torna l'anticiclone africano: da domani lunedì 13 luglio termometri in forte ascesa con punte oltre i 42°C nelle zone interne delle isole maggiori

Redazione
Meteo, finisce la tregua: l’Italia piomba nella terza ondata di caldo record
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Meteo, finisce la tregua: l’Italia piomba nella terza ondata di caldo record. Torna l’anticiclone africano: da domani lunedì 13 luglio termometri in forte ascesa con punte oltre i 42°C nelle zone interne delle isole maggiori.

La breve pausa sul fronte meteorologico ha ormai le ore contate. L’Italia si appresta a essere travolta dalla terza intensa ondata di calore di questa stagione estiva, trainata dalla massiccia risalita del promontorio anticiclonico africano.

A partire da domani, lunedì 13 luglio 2026, il Paese dovrà fare i conti con temperature ben oltre le medie del periodo, dopo che già nella giornata odierna i bollini rossi di massima allerta hanno fatto la loro ricomparsa in diverse aree di Francia e Spagna.

Il picco della fiammata subtropicale si registrerà nella fase centrale della settimana, in particolare tra martedì 14 e mercoledì 15 luglio.

Le mappe del grande caldo: la Sardegna sfonda il muro dei 42°C

L’aria torrida in uscita diretta dal Nord Africa colpirà l’intera penisola, ma la ripartizione termica vedrà alcune zone particolarmente martoriate dall’afa.

La Sardegna subirà l’impatto più violento della massa d’aria sahariana. Nelle sue pianure e valli interne la colonnina di mercurio supererà diffusamente i 42°C.

Condizioni estreme anche in Lazio e Toscana, dove le aree interne toccheranno agilmente i 38-39°C. Da mercoledì, inoltre, la soglia psicologica dei 40 gradi verrà abbattuta anche nei comparti interni di Sicilia e Puglia.

L’afa non concederà tregua nemmeno dopo il tramonto. Le temperature minime faranno fatica a scendere sotto i 20°C in collina, mentre lungo i litorali e in tutta la Pianura Padana i valori notturni si attesteranno stabilmente attorno ai 24-25°C, accentuando la sensazione di disagio bioclimatico.

Il paradosso del Nord: caldo intenso ma rischio alluvioni lampo sulle Alpi

Mentre il Centro-Sud boccheggerà, le regioni del Nord vivranno uno scenario meteo fortemente polarizzato. La Pianura Padana sarà schiacciata dalla cappa di calore, ma l’intero arco alpino e le alte pianure si troveranno in una pericolosa zona di convergenza termica.

Le Alpi faranno infatti da cuscinetto tra l’aria rovente dell’anticiclone e le correnti fresche e instabili di origine atlantica. Questa configurazione d’alta quota spiana la strada a fenomeni temporaleschi localmente estremi.

Il forte contrasto termico fornirà un’enorme quantità di energia potenziale, con il serio rischio di grandinate distruttive, violente raffiche di vento (downburst) e alluvioni lampo.

L’estremo Nord-Est (Trentino Alto Adige, alto Veneto e Friuli settentrionale) risulterà inizialmente meno esposto alla morsa del caldo torrido proprio a causa del transito, previsto per martedì, di questi forti nuclei temporaleschi.

La possibile data della svolta: quanto durerà?

I modelli matematici faticano a tracciare una linea di tendenza definitiva sulla longevità di questa pesante ondata di calore. Tuttavia, secondo gli ultimi aggiornamenti probabilistici, un primo parziale sblocco atmosferico potrebbe concretizzarsi attorno a sabato 18 luglio.

Per quella data è atteso lo sdoganamento di un fronte temporalesco più organizzato in discesa dal Nord Europa, capace di scardinare la cupola anticiclonica a partire dalle regioni settentrionali, portando con sé il tanto agognato refrigerio.

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