Modena: il racconto del cittadino eroe che ha disarmato il killer

Il bilancio definitivo: una donna mutilata e quattro feriti gravi. Il racconto shock di Luca Signorelli, colpito alla testa dall'attentatore: «Mi ha puntato il cuore, l'ho bloccato». I ringraziamenti del Sindaco

Redazione
Modena: il racconto del cittadino eroe che ha disarmato il killer
Nella foto: Luca Signorelli e il luogo dell'incidente

Modena: il racconto del cittadino eroe che ha disarmato il killer. Il bilancio definitivo: una donna mutilata e quattro feriti gravi. Il racconto shock di Luca Signorelli, colpito alla testa dall’attentatore: «Mi ha puntato il cuore, l’ho bloccato». I ringraziamenti del Sindaco.

In questo inizio di serata di sabato 16 maggio 2026, mentre la Procura di Modena e l’Antiterrorismo stringono i tempi sull’interrogatorio del trentunenne in Questura, emergono i dettagli ravvicinati di un pomeriggio che ha sfiorato un’autentica strage di massa.

Se via Emilia Centro non si è trasformata nel teatro di un massacro ancora più drammatico, lo si deve esclusivamente all’eroismo spontaneo di un gruppo di passanti. Tra di loro c’è un uomo, Luca Signorelli, il cui racconto dal fronte della violenza restituisce la misura del terrore e, al contempo, del coraggio civico che ha salvato la città.

La drammatica sequenza e la colluttazione

Le testimonianze raccolte sul posto dai cronisti delineano i contorni di una caccia all’uomo ravvicinata e violentissima, sviluppatasi subito dopo che la Citroen C3 ha terminato la sua corsa a folle velocità.

Mentre la strada era invasa dalle urla e dai soccorsi alla donna che ha subìto l’amputazione traumatica delle gambe, il trentunenne è scappato a piedi. Luca Signorelli, insieme ad altri 4-5 passanti, non ha esitato e si è lanciato al suo inseguimento tra le vie del centro.

L’investitore, descritto in totale stato di alterazione psicofisica, si è nascosto dietro una fila di auto in sosta per poi avventarsi sugli inseguitori brandendo un coltello e blaterando frasi incomprensibili.

Signorelli è stato preso di mira direttamente: “Mi sono arrivati due fendenti, uno al cuore e l’altro alla testa” ha raccontato il cittadino, mostrando le ferite e il volto ancora rigato di sangue.

“Un fendente sono riuscito a evitarlo, l’altro l’ho preso. Poi gli ho bloccato il polso e l’ho neutralizzato”. Pochi istanti dopo, l’intervento della Polizia ha definitivamente blindato l’aggressore.

Il bilancio medico e l’encomio delle istituzioni

Mentre i quattro feriti gravi e la donna mutilata lottano nei reparti di rianimazione del Policlinico di Modena, il sindaco Massimo Mezzetti ha voluto tributare un encomio pubblico ufficiale a Signorelli e ai suoi compagni.

«Voglio ringraziare questi cittadini. L’uomo era anche armato di coltello, hanno avuto coraggio e grande senso civico. Il mio ringraziamento forte va a loro in questo drammatico momento».

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