Morte di un operaio 24enne: tre dimissioni dal Pronto Soccorso, poi la scoperta del tumore
Il dramma di Sabjan Ballici: per tre volte rimandato a casa a Perugia. La diagnosi shock arriva solo a Foligno, ma ormai troppo tardi. La famiglia si affida alle vie legali
Morte di un operaio 24enne: tre dimissioni dal Pronto Soccorso, poi la scoperta del tumore. Il dramma di Sabjan Ballici: per tre volte rimandato a casa a Perugia. La diagnosi shock arriva solo a Foligno, ma ormai troppo tardi. La famiglia si affida alle vie legali.
La vicenda, che risale all’inizio dell’anno, solleva pesanti interrogativi sulla tempestività dei protocolli di urgenza e accettazione all’interno dei nosocomi della regione.
La Procura della Repubblica di Spoleto ha aperto un fascicolo d’indagine a seguito della denuncia presentata dai familiari di Sabjan Ballici, un operaio di origini albanesi di soli 24 anni, residente nel Perugino e deceduto il 20 febbraio scorso a causa di un tumore allo stomaco fulminante.
Il giovane si era spento appena due settimane dopo aver scoperto la reale natura del suo male, arrivata solo al quarto tentativo di ricovero.
Il calvario medico: tre accessi senza risposta
Il percorso clinico del ventiquattrenne, ricostruito nella querela depositata dagli avvocati Luca Maori e Luca Valigi, delinea una sequenza di dimissioni e rinvii iniziata durante le scorse festività natalizie.
I primi malesseri generali compaiono nella metà dello scorso anno, aggravandosi progressivamente con l’arrivo dell’inverno. Sabjan si presenta al Pronto Soccorso dell’ospedale “Santa Maria della Misericordia” di Perugia con febbre alta e una forte tosse a fine anno 2025. Secondo l’esposto dei familiari, dopo ore di vuoto in sala d’attesa, il ragazzo torna a casa senza essere sottoposto a una visita medica strutturata.
Spinto dal medico di base, si ripresenta nello stesso ospedale il 19 gennaio di quest’anno. Preso in carico, viene dimesso dopo poche ore con la sola prescrizione differita di una broncoscopia.
Il giovane accusa lancinanti dolori al petto. Passa una notte in osservazione breve intensiva, per poi essere nuovamente dimesso con l’invito a consultare il proprio medico curante. Questo il 29 gennaio scorso.
La diagnosi tardiva a Foligno e il decesso
La svolta, purtroppo inutile ai fini terapeutici, si registra in una diversa struttura ospedaliera della provincia. Di fronte al persistere dei sintomi, Sabjan viene condotto all’ospedale “Giovanni Battista” di Foligno il 6 febbraio.
Qui i medici eseguono accertamenti mirati che svelano la drammatica realtà: un adenocarcinoma gastrico (tumore allo stomaco) in stadio avanzato.
Ormai debilitato dalla progressione metastatica della neoplasia, il giovane operaio muore il 20 febbraio 2026 ad appena quattordici giorni dalla diagnosi, senza aver avuto il tempo clinico di iniziare nemmeno il primo ciclo di chemioterapia.