Morto il 39enne Aleandro Frau: a maggio provocò l’esplosione della sua casa

Il 39enne, piantonato in stato di arresto con la pesante accusa di strage, è deceduto per le gravi complicanze causate dalle fiamme

Redazione
Morto il 39enne Aleandro Frau: a maggio provocò l’esplosione della sua casa
Esplosione (Foto da Unione Sarda)

Morto il 39enne Aleandro Frau: a maggio provocò l’esplosione della sua casa. Il 39enne, piantonato in stato di arresto con la pesante accusa di strage, è deceduto per le gravi complicanze causate dalle fiamme.

Non ce l’ha fatta Aleandro Frau, il 39enne che lo scorso maggio aveva provocato una devastante esplosione all’interno della propria abitazione a Domus Beccias, quartiere residenziale di Torralba, in provincia di Oristano.

L’uomo è deceduto ieri presso il Centro grandi ustionati di Sassari, dove si trovava ricoverato in terapia intensiva e in stato di arresto da ben due mesi.

Le ferite riportate nel rogo da lui stesso innescato si sono rivelate troppo gravi: a due mesi esatti dal drammatico evento, il quadro clinico è precipitato a causa di severe complicazioni mediche, portandolo al decesso. Nei suoi confronti la Procura della Repubblica contestava il gravissimo reato di strage.

Il boato nella notte e il piano criminale

La vicenda risale alla mattina di domenica 17 maggio 2026. Intorno alle 8:00, un boato terrificante aveva svegliato l’intero quartiere, udibile in gran parte del paese.

L’onda d’urto, sprigionatasi al primo piano di una villetta bifamiliare in via Boccaccio, aveva letteralmente divelto gli infissi, spaccato i vetri delle finestre e scagliato detriti nella strada circostante, facendo temere una strage tra i vicini di casa.

Le indagini immediate condotte dai Vigili del Fuoco e dai Carabinieri avevano subito escluso l’ipotesi di una fatalità o di un guasto tecnico all’impianto domestico. Frau aveva deliberatamente posizionato e aperto al massimo due bombole di gas scollegate dalla rete, attendendo che l’ambiente fosse completamente saturo prima di azionare un accendino e dare il via alla deflagrazione.

Nonostante l’inferno di fuoco e fumo generato dall’innesco, il trentanovenne era riuscito a trascinarsi fuori dall’edificio, seppur avvolto dalle fiamme. I soccorritori del 118 lo avevano stabilizzato sul posto prima del trasferimento d’urgenza nel reparto specializzato dell’ospedale sassarese.

L’arresto per strage e il mistero sul movente

Mentre i Vigili del Fuoco mettevano in sicurezza la struttura di via Boccaccio, dichiarando parzialmente inagibile l’immobile, i Carabinieri avevano formalizzato il provvedimento di arresto per Frau, piantonandolo fisicamente in corsia su disposizione del magistrato di turno. L’accusa di strage era scattata proprio in virtù del potenziale micidiale dell’esplosione, che avrebbe potuto coinvolgere i residenti degli appartamenti adiacenti e i passanti.

Con il decesso del trentanovenne, l’azione penale a suo carico si estingue formalmente, ma restano parzialmente avvolti nel mistero i reali motivi alla base del folle gesto.

Gli inquirenti, che in questi sessanta giorni hanno scavato nella vita privata e relazionale dell’uomo, non erano ancora riusciti a delineare con certezza cosa lo avesse spinto a tentare il suicidio rischiando di provocare un massacro nel vicinato.

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