Gragnano: scoperta una necropoli arcaica e un forno dell’Età del Rame
L'incredibile scoperta a Gragnano durante i lavori di ampliamento dello stabilimento di via dei Pastai
Gragnano: scoperta una necropoli arcaica e un forno dell’Età del Rame. L’incredibile scoperta a Gragnano durante i lavori di ampliamento dello stabilimento di via dei Pastai.
Sotto il profumo della pasta di Gragnano si nascondeva un immenso scrigno di storia dimenticata. Durante i lavori di ampliamento del celebre Pastificio Garofalo in via dei Pastai, a Gragnano (Napoli), è emerso dal sottosuolo un eccezionale sito archeologico di circa duemila metri quadrati.
Lo scavo, condotto sotto la stretta sorveglianza della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio, ha portato alla luce una straordinaria stratificazione storica suddivisa in tre distinte epoche, regalando agli archeologi reperti di inestimabile valore scientifico e culturale.
I tre strati della storia: dal Vesuvio all’Età del Rame
Gli archeologi si sono trovati di fronte a una vera e propria macchina del tempo sotterranea, strutturata su tre livelli temporali ben definiti.
Il livello romano (79 d.C.)
In superficie sono emersi i segni tangibili dell’antico Ager Stabianus, il cuore agricolo che circondava l’antica città di Stabiae. Lo scavo ha rivelato i solchi di campi arati, i resti di una masseria rurale e i tipici insediamenti produttivi romani, interamente sigillati e preservati dalla coltre di cenere e lapilli dell’eruzione del Vesuvio del 79 d.C.
La necropoli arcaica (Età del Ferro)
Scendendo più in profondità, è stata scoperta una vasta necropoli arcaica risalente a quasi tremila anni fa, conservata in condizioni pressoché perfette. Al suo interno sono state individuate 82 sepolture, contenenti i resti scheletrici di 16 adulti, 4 bambini e 15 infanti.
Le prime analisi osteologiche condotte dagli antropologi della Soprintendenza hanno rivelato un quadro sanitario e patologico molto complesso per l’epoca: sono evidenti i segni di usura fisica e malnutrizione, tra cui casi diffusi di artrosi, ernie, ascessi dentali e rachitismo.
Le strutture pre-protostoriche (Età del Rame e del Bronzo)
Al di sotto del livello delle tombe, le indagini si sono spinte fino alle epoche più remote della presenza umana nell’area. Sono state individuate buche di palo (testimonianza di antiche capanne), piani di combustione in concotto e, in particolare, un rarissimo forno di cottura pre-protostorico a forma di ferro di cavallo, risalente all’Età del Rame e del Bronzo.
Le tombe dei “principi” e i legami con l’Egitto e la Grecia
A rendere sensazionale la scoperta della necropoli è la ricchezza dei corredi funebri rinvenuti, che testimoniano l’alto rango sociale di alcuni dei defunti e l’incredibile rete di contatti commerciali dell’antica Campania.
Un uomo è stato trovato sepolto accanto alla sua spada in metallo. Una sepoltura femminile ha restituito un intero set metallico da banchetto e gioielli di altissimo pregio.
Tra questi spiccano una raffinata fibula a tubicino, un anello con castone inciso in argento di eccezionale fattura, tre pendagli in osso con influenze stilistiche greco-orientali e persino alcuni scarabei ornamentali provenienti direttamente dalle antiche botteghe egizie di Naukratis, sul delta del Nilo.
Nei corredi sono stati recuperati vasi e contenitori provenienti da tutto il bacino del Mediterraneo, tra cui anfore corinzie, crateri laconici, coppe ioniche e ceramiche di produzione attica.
I reperti dimostrano in modo inequivocabile che, già in epoca arcaica, l’area di Gragnano non era un insediamento isolato, bensì un nevralgico punto d’incontro e di scambio commerciale tra le popolazioni autoctone della Valle del Sarno, quelle della Penisola Sorrentina e i grandi imperi dell’antichità, dalla Grecia all’Egitto.