Muore dopo un intervento di lifting: due medici indagati a Perugia
Dramma e inchiesta giudiziaria in Umbria. La vittima, 74 anni, era entrata in coma durante l'operazione lo scorso ottobre
Muore dopo un intervento di lifting: due medici indagati a Perugia. Dramma e inchiesta giudiziaria in Umbria. La vittima, 74 anni, era entrata in coma durante l’operazione lo scorso ottobre.
Un calvario durato nove lunghi mesi si è concluso nel modo più tragico. Si è spenta il 25 luglio scorso la donna di 74 anni di Città di Castello che nell’ottobre del 2025 era entrata in coma durante un intervento di chirurgia estetica (un lifting del volto) eseguito in una clinica privata della cittadina umbra.
Sulla sua morte la Procura della Repubblica di Perugia ha aperto un’inchiesta d’ufficio per fare piena luce sulle cause del decesso e accertare eventuali responsabilità professionali.
Le indagini e i due professionisti nel registro degli indagati
Il fascicolo d’indagine coordinato dai magistrati perugini vede attualmente iscritti nel registro degli indagati due medici: il chirurgo plastico che ha eseguito l’operazione e l’anestesista presenti in sala operatoria.
Nei confronti dei due sanitari vengono contestate le ipotesi di omicidio colposo e responsabilità sanitaria. Secondo la tesi della Pubblica Accusa, i medici avrebbero agito in violazione delle regole di cautela e delle linee guida, provocando per imperizia, imprudenza o negligenza le lesioni gravissime e la successiva morte della donna.
Tra le piste al vaglio degli inquirenti vi è la possibilità che il quadro clinico sia precipitato a causa di un’intossicazione da anestetico locale, somministrato prima del sopraggiungere delle complicanze.
Dall’arresto al ricovero: la ricostruzione dei fatti
Ricostruendo le fasi del dramma risalente all’ottobre 2025. Durante la procedura chirurgica la donna ha accusato un grave malore ed è entrata in stato comatoso.
Trasportata d’urgenza all’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, la 74enne è stata ricoverata in Rianimazione. La prolungata assenza di ossigeno provocata da un’ischemia ha causato danni neurologici irreversibili.
Dopo un ulteriore trasferimento nel reparto di Rianimazione di Città di Castello e infine in una struttura assistenziale, la paziente è deceduta pochi giorni fa.
Per accertare con precisione il nesso causale, la Procura ha affidato un accertamento tecnico irripetibile (esame autoptico) al professor Alessandro Santurro, docente di Medicina legale all’Università degli Studi di Salerno.