Museo della Resistenza a Milano. Franceschini: “Diamo un segnale forte”

Museo della Resistenza a Milano. Franceschini: “Diamo un segnale forte”

9 Dicembre 2019

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Museo della Resistenza a Milano. Franceschini: “Diamo un segnale forte”. “Ci pare giusto che, in un momento come questo, sia dato un segnale forte”. E per il governo giallorosso il segnale da dare è “quello di regalare all’Italia e a Milano un Museo della Resistenza”. Ad annunciarlo è stato il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, che oggi a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, ha presentato l’avvio ufficiale del progetto per il Museo nazionale della Resistenza che sorgerà a piazzale Baiamonti.

Le dichiarazioni di Franceschini

“Sono figlio di un giovane partigiano bianco e ho sempre avuto timore che quel ricordo si smarrisca”. “Ci sono molti luoghi sul territorio che ricordano quel periodo ma mancava un Museo Nazionale”, ha spiegato Franceschini sperando che “questo progetto trovi un consenso generale” nel Paese.

Il nuovo progetto andrà a sostituire quello iniziale della Casa della Memoria

L’obiettivo del governo giallorosso, con questa iniziativa, è aprire un “luogo che serva a ricordare alle future generazioni quello che i nostri padri hanno fatto sacrificando tutta la giovinezza per la libertà e per la democrazia”. La sua sede sarà la continuazione della Piramide di Herzog, che oggi ospita la Fondazione Feltrinelli, sul lato di Piazzale Baiamonti. Una struttura che era già stata inserita nei piani di costruzione del Comune di Milano.

Le parole del Sindaco Sala

“Sarà un edificio a se stante con un’architettura nuova”, ha spiegato il sindaco Beppe Sala assicurando che il nuovo edificio contribuirà anche alla “sistemazione di una parte di quel quartiere”. Durante l’incontro di oggi, Franceschini ha fatto sapere di averne parlato anche con il presidente della Regione, Attilio Fontana, che ha dato la propria disponibilità a lavorare al progetto. Una volta costruita la nuova sede, come annunciato dallo stesso ministro dei Beni culturali, “le istituzioni andranno avanti (a lavorare, ndr) perché è importante curare l’impostazione del museo anche nella sua parte scientifica”. Per tutti questi motivi, ha poi spiegato, è “importante che ci sia il pieno coinvolgimento dell’Istituto Parri che è incaricato dallo Stato di mantenere la memoria, ma saranno coinvolte anche le tre associazioni e soprattutto l’Anpi”.

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