Notte di sangue nella Sibaritide: morta Silvana Sibarelli, ferito il boss Damiano Pepe

Agguato di 'ndrangheta a Cassano allo Jonio: sospetta riapertura delle faide nel Cosentino

Redazione
Notte di sangue nella Sibaritide: morta Silvana Sibarelli, ferito il boss Damiano Pepe
repertorio

Notte di sangue nella Sibaritide: morta Silvana Sibarelli, ferito il boss Damiano Pepe. Agguato di ‘ndrangheta a Cassano allo Jonio: sospetta riapertura delle faide nel Cosentino.

Torna a sparare la ‘ndrangheta nella Sibaritide. Un vero e proprio commando armato è entrato in azione nella notte in contrada Lattughelle, nel territorio comunale di Cassano allo Jonio, in provincia di Cosenza, prendendo di mira l’abitazione di Damiano Pepe, 64 anni, noto negli ambienti criminali come “Tripolino”.

Nell’agguato è rimasta uccisa sul colpo la moglie dell’uomo, Silvana Sibarelli. I sicari hanno aperto il fuoco a colpi di armi da fuoco mentre la coppia si trovava nei pressi della propria residenza. Pepe, raggiunto dai proiettili, è rimasto ferito in modo grave: soccorso dai sanitari del 118, è stato trasportato d’urgenza in ospedale.

Il profilo e i precedenti

Damiano Pepe è considerato dagli inquirenti una figura di spicco della criminalità organizzata locale. Era tornato in libertà nel 2019 dopo aver scontato 26 anni di reclusione per associazione mafiosa e omicidio.

Il suo profilo si inserisce nella complessa e sanguinosa storia criminale della zona: è infatti fratello di Eduardo Pepe, capoclan assassinato nel 2002 durante la spietata guerra di mafia combattuta contro il clan rivale dei Forastefano.

Le indagini

Sul posto sono intervenuti tempestivamente i Carabinieri della Compagnia di Cassano allo Ionio e i militari del Comando Provinciale di Cosenza per eseguire i rilievi tecnico-scientifici e perimetrare la scena del crimine.

Gli investigatori sono al lavoro per ricostruire l’esatta dinamica dell’assalto e individuare la via di fuga utilizzata dai killer. Le indagini, coordinate dalla Procura e dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Catanzaro, si concentrano sull’ipotesi di un nuovo riassetto degli equilibri di potere o sulla riapertura di mai sopite faide storiche nel Cosentino.

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