Prato: accoltella il genero al collo, poi si scopre il piano diabolico

La Procura guidata da Luca Tescaroli indaga su una sistematica somministrazione di veleno per topi alla consorte

Redazione
Prato: accoltella il genero al collo, poi si scopre il piano diabolico
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Prato: accoltella il genero al collo, poi si scopre il piano diabolico. La Procura guidata da Luca Tescaroli indaga su una sistematica somministrazione di veleno per topi alla consorte.

Quello che inizialmente era emerso come l’ennesimo, drammatico episodio di violenza in ambito familiare, sta assumendo contorni sempre più inquietanti e macabri.

Un uomo di 68 anni, residente a Prato, già arrestato nei giorni scorsi per aver tentato di uccidere il compagno della figlia accoltellandolo alla gola, è ora pesantemente accusato di un secondo, agghiacciante disegno criminoso: aver tentato di avvelenare la propria moglie in modo sistematico per settimane, se non addirittura per mesi, somministrandole probabilmente del veleno per topi.

Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale pratese, accogliendo in pieno la richiesta della locale Procura della Repubblica, ha convalidato il fermo ed emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti del pensionato, che si trova ora recluso in cella.

L’agguato col coltello e le minacce dal balcone

Il primo tassello di questa catena di sangue si è consumato lo scorso domenica 5 luglio 2026 all’interno di un appartamento situato in via Siena, nel quartiere del Soccorso a Prato. Secondo la ricostruzione degli inquirenti.

Al culmine di un alterco, il sessantottenne ha impugnato un coltello a serramanico con una lama di 7 centimetri, scagliandosi contro il genero e colpendolo con violenza al lato destro del collo.

Il ferito è stato trasportato d’urgenza in codice rosso al pronto soccorso. I medici hanno inizialmente stabilito una prognosi di 30 giorni, successivamente secretata in prognosi riservata, pur rassicurando sul fatto che i vasi sanguigni principali e gli organi vitali non sono stati lesionati.

Subito dopo il tentato omicidio, l’aggressore si è barricato in casa minacciando il suicidio e urlando l’intenzione di lanciarsi dal balcone. È stato necessario un massiccio intervento coordinato tra Carabinieri, Vigili del Fuoco e personale medico del 118.

I militari, dopo una delicata trattativa, sono riusciti a fare irruzione nell’alloggio, disarmandolo e bloccandolo prima che potesse compiere atti autolesionistici.

Il retroscena della Procura: “Forte acredine contro i figli e la consorte”

Le indagini, coordinate dal Procuratore Capo di Prato Luca Tescaroli, hanno squarciato il velo su una realtà domestica intrisa di odio. Come sottolineato dal magistrato, le condotte dell’indagato «sono maturate in un contesto di profonda acredine verso i due figli e i rispettivi nuclei familiari».

Ma la vera svolta investigativa è arrivata nelle ore successive all’arresto. Gli accertamenti tossicologici, uniti ad alcune testimonianze e perquisizioni, hanno fatto emergere il sospetto che l’uomo stesse portando avanti una silenziosa e lenta eliminazione della moglie.

La donna sarebbe stata intossicata a sua insaputa per un lungo periodo attraverso piccolissime dosi di topicida nei cibi o nelle bevande. Gli inquirenti sono ora concentrati nel delineare con esattezza i tempi storici della somministrazione, le modalità e i danni clinici ed ematici riportati dalla consorte. Il sessantottenne deve ora rispondere delle pesantissime accuse di duplice tentato omicidio aggravato.

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