Precipita sul Monte Rosa, morto lo snowboarder Flavio Migliavacca

Lo scialpinismo piange un’altra vittima della montagna: una drammatico incidente è costato la vita allo snowboarder Flavio Migliavacca
di  Redazione
4 settimane fa - 30 Maggio 2021

Precipita sul Monte Rosa, morto lo snowboarder Flavio Migliavacca. Il mondo dello scialpinismo piange un’altra vittima della montagna. Un drammatico incidente è costato la vita allo snowboarder Flavio Migliavacca.

E’ morto all’età di 32 anni dopo essere precipitato nel vuoto per oltre mille metri mentre si trovata sulla parete est del Monte Rosa, a circa 4.000 metri di quota, nel territorio di Macugnaga, nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola.

La tragedia venerdì. Fatale per lui una caduta mentre stava scendendo dalla Punta Nordend. Ad assistere alla drammatica scena senza poter fare nulla un amico 37enne con cui Migliavacca era salito in quota attraverso la Via Brioschi.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, i due, esperti alpinisti, dovevano cimentarsi nella discesa con la tavola su un percorso nuovo. In un tratto in cui si era reso necessario scendere con la corda.

Qualcosa è andato storto

Però, qualcosa è andato storto e Migliavacca è precipitato nel vuoto per almeno mille metri. Inutile il successivo e tempestivo intervento da parte del soccorso alpino allertato dall’amico e collega.

L’elicottero intervenuto sul posto ha individuato lo snowboarder solo due ore dopo la tragica caduta, ormai già cadavere. Ancora più difficile il recupero della salma, che era parzialmente sepolta dalla neve e in una zona impervia.

L’area infatti è soggetta a cadute di pietre, neve e ghiaccio che non hanno permesso l’intervento dei soccorritori a terra. Dopo il recupero, la salma è stata infine trasferita a Macugnaga e messa a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Illeso invece l’amico che è stato recuperato con il verricello dall’elicottero e dagli uomini del soccorso alpino. Flavio Migliavacca, originario di Novara, ma da tempo trasferito in Valle d’Aosta, era molto conosciuto nell’ambiente.

Praticava regolarmente lo sci ripido ed estremo sia attraverso vie classiche che tracciandone di nuove. Era amico di Cala Cimenti, il famoso “snow leopard” italiano che ci ha lasciati poco tempo fa e del quale così aveva ricordato le gesta.

“La passione più leggera, più pura e spontanea che abbia mai visto. Ne abbiamo condivise troppo poche ma per me le tue tracce rimarranno sempre”.

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