Roberto: “Voglio morire con dignità a casa mia”

Paziente oncologico veneto riceve il secondo no dall'ASL. Manca il requisito del "sostegno vitale". Cappato e Gallo: "Discriminazione inaccettabile"

Redazione
Roberto: “Voglio morire con dignità a casa mia”
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Roberto: “Voglio morire con dignità a casa mia”. Paziente oncologico veneto riceve il secondo no dall’ASL. Manca il requisito del “sostegno vitale”. Cappato e Gallo: “Discriminazione inaccettabile”.

L’appello di un uomo “condannato”

Roberto, 67 anni, convive con un glioma da vent’anni, ma ora il tumore ha accelerato la sua corsa. Incurabile e irreversibile. Il rischio di perdere parola, vista e movimento è imminente.

Nonostante la sofferenza e l’irreversibilità, l’ASL ha respinto la richiesta perché Roberto non è ancora dipendente da macchinari di sostegno vitale (come ventilatori o nutrizione artificiale), uno dei quattro paletti imposti dalla sentenza 242/2019 (caso Cappato/Dj Fabo).

Roberto ha già ottenuto il via libera oltreconfine, ma il suo grido è politico: “Preferirei morire a casa mia. È una questione di dignità”.

La battaglia politica dell’Associazione Coscioni

Filomena Gallo e Marco Cappato denunciano quello che definiscono un “cortocircuito” legislativo. Sotto accusa il Ddl che escluderebbe il Servizio Sanitario Nazionale dal percorso, restringendo ulteriormente i criteri di accesso.

L’associazione ha rilanciato la raccolta firme online rivolgendosi direttamente alla premier Giorgia Meloni, chiedendo che il Parlamento sia libero di discutere la legge di iniziativa popolare sull’eutanasia legale.

Il caso di Roberto tornerà probabilmente nelle aule di tribunale. Il collegio legale della Coscioni è pronto a impugnare il nuovo diniego, cercando di forzare un’interpretazione più ampia del concetto di “sostegno vitale”, come già avvenuto in altri casi recenti in Italia.

Nel frattempo, l’opinione pubblica attende di capire se il Parlamento accoglierà l’invito a una discussione libera da pregiudizi ideologici, mentre il tempo di Roberto, come lui stesso ha ricordato nel video, continua a scorrere velocemente verso l’impossibile.

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