Roma: Francesco Oliveto confessa l’omicidio della madre

Il delitto risale al 29 maggio dopo una lite in via Macchiagodena. Il figlio ha spinto la madre e l'ha colpita con un mattarello, nascondendo poi il corpo in un manufatto di cemento

Redazione
Roma: Francesco Oliveto confessa l’omicidio della madre
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Roma: Francesco Oliveto confessa l’omicidio della madre. Il delitto risale al 29 maggio dopo una lite in via Macchiagodena. Il figlio ha spinto la madre e l’ha colpita con un mattarello, nascondendo poi il corpo in un manufatto di cemento.

In questo tardo pomeriggio di venerdì 5 giugno 2026, i dettagli di un agghiacciante dramma familiare scuotono la periferia est di Roma. Quella che era iniziata come una preoccupante denuncia di scomparsa si è trasformata, nel giro di poche ore, nella scoperta di un brutale matricidio con occultamento di cadavere.

Il delitto si è consumato lo scorso 29 maggio all’interno di un’abitazione in via Macchiagodena, nel quartiere Villaggio Prenestino, ma il corpo della vittima è stato rinvenuto soltanto nelle scorse ore nella zona di San Vittorino.

La vittima è Vittoria Maria Rosa De Donato, un’anziana di 78 anni, uccisa dal figlio Francesco Oliveto, 48 anni, impiegato e fino a ieri incensurato.

Dalla denuncia di scomparsa al crollo in interrogatorio

L’allarme era scattato nei giorni scorsi, quando i familiari, non riuscendo a mettersi in contatto con la settantottenne, si erano presentati presso la caserma dell’Arma per denunciarne la misteriosa sparizione.

I Carabinieri, analizzando gli ultimi spostamenti e le testimonianze, hanno riscontrato quasi subito forti incongruenze nei racconti del figlio convivente, concentrando le indagini su di lui.

Condotto in caserma e messo alle strette di fronte alle domande degli inquirenti, il quarantottenne ha avuto un crollo emotivo, confessando l’omicidio: «Ho ucciso mia madre», avrebbe ammesso, fornendo poi ai militari le indicazioni esatte per ritrovare il corpo.

La dinamica dell’orrore: l’aggressione e l’occultamento

Secondo la ricostruzione fornita dallo stesso reo confesso e dai primi rilievi degli investigatori, il delitto è avvenuto venerdì 29 maggio al culmine di una violenta discussione domestica.

Durante la lite, Oliveto avrebbe spinto con forza la madre, facendola rovinare a terra. Nella caduta, l’anziana ha urtato violentemente la testa contro lo spigolo di un tavolo.

Nonostante la madre si trovasse a terra agonizzante e gravemente ferita, l’uomo ha afferrato un mattarello da cucina, colpendola ripetutamente fino a provocarne la morte.

Nella notte successiva al delitto, il quarantottenne ha caricato il corpo della madre per spostarlo all’interno di una cantina di pertinenza familiare nella zona di San Vittorino.

Lì, nel tentativo di far sparire per sempre le tracce del crimine, ha nascosto il cadavere all’interno di un manufatto in cemento, sigillandolo.

Le indagini scientifiche e i provvedimenti giudiziari

Sul luogo del ritrovamento della salma sono intervenuti i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati, che hanno effettuato i rilievi scientifici e planimetrici necessari, sequestrando sia l’appartamento di Villaggio Prenestino sia la cantina-bunker, oltre all’arma del delitto.

L’intera inchiesta è coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Arcuri. Nei confronti di Francesco Oliveto è già scattato il fermo indiziato di delitto; l’uomo è stato trasferito in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Dovrà rispondere delle pesantissime accuse di omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela e occultamento di cadavere.

Nei prossimi giorni il gip convaliderà il fermo, mentre sul corpo dell’anziana verrà eseguita l’autopsia medico-legale per stabilire quanti colpi siano stati inferti e se la donna sia morta sul colpo o dopo una lunga agonia.

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