Roma: morto dopo 8 giorni di agonia l’uomo accoltellato per difendere l’amico da una rapina
L'aggressione avvenuta lo scorso 18 luglio nei pressi della stazione Palmiro Togliatti. In carcere l'aggressore: l'accusa passa a omicidio
Roma: morto dopo 8 giorni di agonia l’uomo accoltellato per difendere l’amico da una rapina. L’aggressione avvenuta lo scorso 18 luglio nei pressi della stazione Palmiro Togliatti. In carcere l’aggressore: l’accusa passa a omicidio.
Non ce l’ha fatta l’uomo di origini egiziane rimasto gravemente ferito durante un’efferata rapina avvenuta la sera di sabato 18 luglio nei pressi della stazione ferroviaria Palmiro Togliatti, a Roma.
Dopo otto giorni di agonia nel reparto di rianimazione del Policlinico Umberto I, la vittima si è spenta nella giornata di domenica a causa delle gravissime lesioni cerebrali riportate.
Un gesto d’eroismo e altruismo finito in tragedia: l’uomo era intervenuto per prendere le difese di un amico preso di mira da un rapinatore.
La dinamica del ferimento e la violenza con un cacciavite
Secondo quanto ricostruito dagli agenti della Polizia di Stato e coordinato dalla Procura della Repubblica di Roma, il rapinatore -un uomo di origini gambiane- ha affrontato la prima vittima pretendendo la consegna di portafoglio e contanti. Di fronte al suo rifiuto, l’aggressore lo ha colpito con calci, pugni e fendenti sferrati con un cacciavite a braccia e gambe.
Notata la scena, il cittadino egiziano è intervenuto immediatamente per difendere l’amico, ma è stato violentemente colpito alla testa con lo stesso cacciavite.
Una volta crollato a terra sanguinante, il trentenne è stato ulteriormente percosso con calci e pugni dal rapinatore, che gli ha perquisito le tasche sottraendogli il portafoglio prima di darsi alla fuga.
Arrestato l’aggressore: ora risponde di omicidio
I soccorsi e le indagini sono scattati in pochissimi minuti. Gli agenti del Distretto Prenestino e della Polfer hanno rintracciato e bloccato l’aggressore poco distante.
Venerdì scorso, il GIP del Tribunale di Roma ha convalidato la misura della custodia cautelare in carcere. Con il decesso della vittima al Policlinico Umberto I, l’imputazione iniziale di tentato omicidio si tramuta ora ufficialmente in omicidio volontario.
Scontro politico sulla sicurezza nelle stazioni periferiche
L’episodio ha riacceso le polemiche sulla sicurezza negli snodi di scambio ferroviario e metropolitano della capitale. In una nota congiunta, il segretario romano di Azione Alessio D’Amato e i consiglieri comunali Flavia De Gregorio e Antonio De Santis hanno dichiarato.
«Morire per difendere un amico mette in luce, ancora una volta, l’esigenza di avere più controlli nelle stazioni. Il ministro Piantedosi aveva promesso di potenziare la Polmetro nelle grandi città».
«È indispensabile aumentare i presidi di polizia a partire dalle stazioni di periferia e dagli snodi di scambio e non limitarsi solo a quelle centrali».