Salento, sub scompare durante l’immersione: ritrovato il corpo senza vita a Nardò
Il drammatico epilogo all'alba in località Pizzo dell'Aspide, sul litorale di Nardò. La vittima, un 64enne originario delle Marche in vacanza, era cercata da mezzanotte
Salento, sub scompare durante l’immersione: ritrovato il corpo senza vita a Nardò. Il drammatico epilogo all’alba in località Pizzo dell’Aspide, sul litorale di Nardò. La vittima, un 64enne originario delle Marche in vacanza, era cercata da mezzanotte.
Il mare del Salento si trasforma nello scenario di una tragedia estiva. All’alba di oggi, martedì 14 luglio 2026, i sommozzatori dei Vigili del Fuoco hanno recuperato il corpo senza vita di un uomo di 64 anni, originario delle Marche, di cui si erano perse le tracce dal tardo pomeriggio di ieri.
L’uomo, che si trovava in Puglia presumibilmente per trascorrere un periodo di vacanza, era uscito per una sessione di pesca subacquea o immersione, senza purtroppo fare mai più rientro a riva.
Le ricerche nella notte tra Santa Maria e Santa Caterina
Il gigantesco dispositivo di ricerca era scattato intorno alla mezzanotte scorsa, subito dopo l’allarme lanciato dai familiari del sessantaquattrenne, angosciati dal suo prolungato e insolito ritardo.
Le operazioni si sono concentrate principalmente in località Pizzo dell’Aspide, una zona costiera nel territorio del comune di Nardò (Lecce) compresa tra le marine di Santa Maria al Bagno e Santa Caterina.
Le attività di perlustrazione, coordinate direttamente dai Vigili del Fuoco, sono andate avanti per tutta la notte con il supporto specialistico in mare delle motovedette della Capitaneria di Porto.
Alle prime luci del giorno si è consumato il drammatico epilogo. I subacquei del nucleo sommozzatori hanno individuato il cadavere dell’uomo sul fondale, a pochissimi metri di distanza dalla boa di segnalazione subacquea che il turista aveva regolarmente posizionato prima di scendere in acqua.
L’ipotesi del malore improvviso
La salma è stata recuperata e trasferita sulla terraferma a disposizione delle autorità competenti per gli accertamenti medico-legali.
Secondo i primissimi riscontri esterni effettuati sul corpo e sull’attrezzatura, il decesso sarebbe riconducibile a un improvviso malore accusato dall’uomo durante la fase di immersione, che gli avrebbe impedito di risalire in superficie o di chiedere aiuto ai natanti in transito.