Scuola: sciopero dei professori nel Ravennate, stop a gite e uscite per 300 studenti di Russi

"Stipendi inadeguati e troppe responsabilità". Protesta del corpo docente dell'Istituto Baccarini sulla scia dell'Alto Adige. Impasse dopo l'incontro con la Sindaca

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Scuola: sciopero dei professori nel Ravennate, stop a gite e uscite per 300 studenti di Russi
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Scuola: sciopero dei professori nel Ravennate, stop a gite e uscite per 300 studenti di Russi. “Stipendi inadeguati e troppe responsabilità”. Protesta del corpo docente dell’Istituto Baccarini sulla scia dell’Alto Adige. Impasse dopo l’incontro con la Sindaca.

Una forma di protesta inedita rischia di estendersi nel mondo della scuola italiana partire dal Ravennate. I docenti della scuola secondaria di primo grado “Baccarini” di Russi, in provincia di Ravenna, hanno proclamato uno “sciopero bianco”, congelando per l’intero anno scolastico tutte le gite, i viaggi d’istruzione e gli eventi da svolgersi all’esterno del perimetro dell’edificio scolastico. Il provvedimento interessa circa 300 studenti dell’istituto.

Sulla scia di quanto già promosso con successo dai colleghi della Provincia Autonoma di Bolzano, i professori hanno deciso di svolgere esclusivamente le attività ordinarie previste dal contratto nazionale, rifiutando ogni mansione extra o di accompagnamento esterno fino a quando non verranno riconosciute maggiori garanzie. Le rivendicazioni, formalizzate in una lettera aperta inviata alle istituzioni, chiedono:

  • Adeguamento stipendiale e retribuzione equa parametrata all’inflazione;

  • Riconoscimento orario ed economico del lavoro “sommerso” e preparatorio;

  • Riduzione delle responsabilità civili e penali a carico dei docenti durante le uscite didattiche;

  • Introduzione dei buoni pasto e riscatto agevolato degli anni di laurea.

Martedì 22 settembre 2026, si è svolto un tavolo di confronto tra la sindaca di Russi, Valentina Palli, la dirigente scolastica Lucia Pommella ed una rappresentanza dei docenti.

L’incontro è tuttavia terminato in una totale situazione di impasse. La prima cittadina ha spiegato di non poter concedere contributi economici diretti -a differenza di una Provincia Autonoma, pena il reato di danno erariale- proponendo come mediazione l’affiancamento di educatori comunali durante le uscite per alleggerire i carichi di vigilanza.

La proposta è stata respinta dai docenti, mentre la sindaca ha evidenziato il forte disagio espresso dalle famiglie degli alunni, precisando che al momento non sono previsti nuovi incontri.

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