Social alla sbarra: la prima Class Action italiana contro Meta e TikTok
La madre di Rossella Ugues, che si è tolta la vita a 12 anni, sfida gli algoritmi: "In sei mesi una malattia fulminante". Le famiglie chiedono la sospensione degli account minori non verificati
Social alla sbarra: la prima Class Action italiana contro Meta e TikTok. La madre di Rossella Ugues, che si è tolta la vita a 12 anni, sfida gli algoritmi: “In sei mesi una malattia fulminante”. Le famiglie chiedono la sospensione degli account minori non verificati.
La storia di Rossella Ugues, la dodicenne di Torino che si è tolta la vita nel 2024, approda nell’aula del Tribunale di Milano. Non è solo una causa legale, ma un grido di dolore che si trasforma in una battaglia di civiltà contro i giganti della Silicon Valley.
L’abisso dell’algoritmo
Irene Roggero e il marito, pur essendo esperti informatici, si sono ritrovati disarmati di fronte a quella che descrivono come una “droga digitale”.
In soli sei mesi, Rossella è passata da un disagio adolescenziale alla fruizione ossessiva di contenuti su autolesionismo e depressione. L’algoritmo, programmato per massimizzare il tempo di permanenza, le ha somministrato una dieta costante di “immagini cupe” e “ragazzini rotti”.
La dodicenne era riuscita ad aggirare il parental control e a creare profili segreti, dimostrando quanto siano fragili le attuali barriere digitali poste a tutela dei minori.
Le richieste al Tribunale di Milano
L’azione legale, sostenuta dal Moige (Movimento Italiano Genitori) e dallo studio Ambrosio & Commodo, punta a colpire il cuore del modello di business dei social.
Sospensione di tutti gli account minori finché non verranno implementati controlli reali dell’età tramite documenti elettronici. Inibire gli algoritmi che propongono contenuti sensibili e pericolosi ai giovanissimi e, infine messaggi di allerta sui rischi dei social, simili a quelli presenti sui pacchetti di sigarette.
Il confine tra libertà e tutela
Il punto sollevato dall’avvocato Commodo è brutale: Zuckerberg avrebbe saputo che il 3% dei giovani manifesta problemi gravi, ma ha preferito il guadagno alla sicurezza. Se il 3% di un giocattolo o di un farmaco fosse difettoso, verrebbe ritirato immediatamente dal mercato.