Suicida a tredici anni: si è impiccata nella sua cameretta

domenica sera ha preso un cavo elettrico, lo ha reciso con un taglierino, e con quello si è impiccata a una mensola della sua cameretta.
di  Redazione
2 settimane fa - 8 Giugno 2021

Suicida a tredici anni: si è impiccata nella sua cameretta. Con quel suo corpo che da bambina si stava tramutando in donna, conviveva male. Non si sentiva bella. Poco importa che la mamma, le insegnanti e come hanno scritto anche ieri nei messaggi di addio a scuola alcune amichette le ripetessero che «il tuo corpo è perfetto».

Laura (ma il nome è di fantasia) a cui non piaceva il suo nome e si faceva chiamare come un personaggio dei fumetti Manga che amava tanto, domenica sera ha preso un cavo elettrico, lo ha reciso con un taglierino, e con quello si è impiccata a una mensola della sua cameretta.

In una piccola palazzina di borgata a Torpignattara, zona est di Roma. Lasciando tutto intorno i suoi disegni e le scritte di canzoni inglesi impresse su un quadernone. I suoi occhioni belli e profondi Laura, li teneva sempre coperti da un frangettone.

Amava leggere e studiare

Aveva paura di mostrarsi, amava leggere e studiare, pure domenica si stava preparando per l’interrogazione di storia, ci teneva perché era la prima della classe, ma nel suo cuore covava un dolore immenso, una ferita che probabilmente non riusciva a rimarginare.

«Le sue migliori amiche l’avevano esclusa e bullizzata – racconta la mamma – dopo che aveva discusso con una di loro, per un malinteso, mia figlia era stata isolata. La prendevano in giro, l’avevano messa nel mirino.

Per questo ho insistito tanto perché cambiasse sezione a scuola, ma quelle ragazzine non la lasciavano in pace e nei giorni scorsi si erano rifatte sotto». Su Fb la mamma posta la foto di un abbraccio insieme: «Perdona tutto il male ricevuto e che la terra ti sia lieve».

Laura come tanti altri adolescenti aveva vissuto male il periodo del lockdown, le sue uscite si erano sempre più diradate e come raccontano le zie e i vicini di casa, era sempre più chiusa in se stessa e «perennemente con quel telefonino in mano».

Usava molto tikTok

Usava molto Tik Tok e i carabinieri della Compagnia Casilina dopo essere intervenuti hanno sequestrato il suo cellulare e il computer, strumenti che saranno sottoposti ad accertamenti tecnici. Il dubbio è che la ragazzina possa essere rimasta vittima anche di un gioco della morte sui social.

Al vaglio degli investigatori anche i diari, i quaderni, diversi bigliettini e alcuni disegni della tredicenne alla ricerca di una possibile spiegazione del gesto estremo. A quanto risulta dalle indagini, la ragazzina, nonostante la giovanissima età, era seguita dagli psicologi dell’Umberto I dopo una segnalazione della scuola alla Procura dei minori.

In passato aveva manifestato atteggiamenti autolesionisti, tagliuzzandosi braccia e gambe, sintomo di un profondo malessere psicologico. Il pm disporrà l’autopsia.
La tredicenne si è tolta la vita mentre la mamma era uscita per andare in un piccolo pub all’angolo della strada per fare le pulizie dopo la chiusura.

Quando la donna è rientrata, intorno alle 23,45, e si è affacciata in camera per dare la buonanotte alla figlia, ha fatto la drammatica scoperta. «L’abbiamo sentita urlare come una disperata – dice Massimo che è corso in suo aiuto con un altro vicino – siamo volati in casa, abbiamo provato il tutto e per tutto per salvare Laura.

Così i sanitari dell’ambulanza. Ho provato io stesso a rianimarla. Ma non c’è stato niente da fare, perché la bambina era già fredda». Accanto al corpo, il piatto vuoto della cena. La famiglia di Laura era seguita dai Servizi Sociali del V municipio.

I genitori della bambina sono separati

I genitori della bambina sono separati. Il suo mondo era nella vecchia “Torpigna”, cresciuta con la mamma, le zie e la nonna. Più che periferia, un paesotto con i bar, le trattorie e i cortili dove tutti si incontrano e si salutano.

Una buganville rigogliosa incornicia la casetta bianca con le persiane blu come fosse un pezzetto di Grecia. La zia di Laura ha il viso rigato dalle lacrime, stringe il peluche preferito dalla nipote, un micetto con le striature bianche.

Le compagne e i compagni della II media (l’anno prima era in un’altra sezione) hanno scritto messaggini su un enorme striscione di cartone appeso nell’atrio. Il personale docente e la preside sono sconvolti. L’avevano vista venerdì l’ultima volta dopo un’uscita alla Garbatella.

«Sembrava felice e che avesse superato i problemi dello scorso anno», fanno sapere. Domenica pomeriggio aveva scambiato nella chat di classe le foto della “gita” e ricordato a tutti di prepararsi per storia. Aveva tanti 9, eccelleva nella scrittura e nei temi. Ma quel suo carattere schivo nascondeva una fragilità che, forse, non ha retto alle critiche e ai dispetti. (fonte ilmessaggero.it)

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