Trema il mare tra le Eolie e Ustica: sequenza sismica senza sosta, scossa principale di magnitudo 5.5

L'evento più forte è stato registrato dall'INGV a nord-ovest di Alicudi. La terra continua a tremare con decine di repliche: paura e risentimento sismico in gran parte della Sicilia e in Calabria

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Trema il mare tra le Eolie e Ustica: sequenza sismica senza sosta, scossa principale di magnitudo 5.5
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Trema il mare tra le Eolie e Ustica: sequenza sismica senza sosta, scossa principale di magnitudo 5.5. L’evento più forte è stato registrato dall’INGV a nord-ovest di Alicudi. La terra continua a tremare con decine di repliche: paura e risentimento sismico in gran parte della Sicilia e in Calabria.

Una sequenza sismica senza sosta sta interessando lo specchio di mare del Tirreno meridionale compreso tra l’arcipelago delle Eolie e l’isola di Ustica.

Dalla notte del 20 ottobre, la Rete sismica nazionale dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) sta tracciando un’intensa attività tellurica che ha visto il suo picco più critico nella giornata di ieri alle ore 12:19, quando i sismografi hanno rilevato una forte scossa di magnitudo Mw 5.5 a nove chilometri di profondità, con epicentro localizzato a circa trenta chilometri a nord-ovest dell’isola di Alicudi.

L’evento principale è stato accompagnato da un continuo scame sismico: la scossa maggiore è stata infatti preceduta e seguita da diversi tremori di rilievo, tra cui due eventi di magnitudo superiore a 4.0 a pochi minuti di distanza l’uno dall’altro, oltre a quattordici scosse comprese tra 3.0 e 3.9. La terra ha continuato a tremare per tutta la notte, con un’ulteriore trentina di eventi registrati dalla mezzanotte in poi e picchi fino a magnitudo 3.4.

Paura tra la popolazione e risentimento diffuso

La scossa principale di magnitudo 5.5 ha generato forte apprensione nell’intero arcipelago eoliano e lungo la fascia costiera della Sicilia settentrionale. Secondo le mappe di scuotimento dell’INGV, l’intensità stimata ha raggiunto fino al quinto grado della scala Mercalli nelle aree più vicine all’epicentro.

Il movimento tellurico è stato avvertito chiaramente dalla popolazione in gran parte della regione: le segnalazioni sono giunte da Palermo a Trapani, da Messina a Catania fino ad Agrigento, con lievi percezioni registrate anche lungo la costa calabrese.

L’analisi degli esperti dell’INGV

Gli esperti dell’INGV evidenziano come il settore del Tirreno meridionale rientri in un’area ad alta pericolosità sismica, caratterizzata da una complessa dinamica tettonica.

I fondali della zona sono teatro di frequenti terremoti legati sia a fagliature superficiali sia ai processi di subduzione della placca, che in passato hanno generato ipocentri a centinaia di chilometri di profondità.

Come evidenziato anche dalle ricostruzioni storiche citate dal Giornale di Sicilia, la zona vanta un’elevata fragilità: oltre alla recente sequenza registrata lo scorso marzo a ovest di Alicudi (culminata con una scossa di magnitudo 4.6), l’area è stata sede in passato di eventi di forte intensità, come il sisma del maggio 1957 e il terremoto del maggio 1980 di magnitudo 5.7, che provocò danni significativi proprio sull’isola di Alicudi.

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