Violenta grandinata devasta la Pianura Padana: campi distrutti, auto rovinate e danni al rosone del Duomo di Cremona

Piacentino, Reggiano, Mantovano e Cremasco messi in ginocchio da chicchi grandi come albicocche e palline da ping pong

Redazione
Violenta grandinata devasta la Pianura Padana: campi distrutti, auto rovinate e danni al rosone del Duomo di Cremona

Violenta grandinata devasta la Pianura Padana: campi distrutti, auto rovinate e danni al rosone del Duomo di Cremona. Piacentino, Reggiano, Mantovano e Cremasco messi in ginocchio da chicchi grandi come albicocche e palline da ping pong.

Un’ennesima e devastante ondata di maltempo estremo si è abbattuta nelle prime ore della mattinata di oggi, lunedì 20 luglio 2026, sulla Pianura Padana.

Una tempesta di ghiaccio e vento di rara intensità ha sferzato un ampio corridoio compreso tra la Bassa Piacentina, il Reggiano, il Mantovano e il Cremasco, lasciando dietro di sé una scia di ingenti danni alle colture agricole, alle infrastrutture private, alle automobili e persino al patrimonio artistico.

Le associazioni di categoria parlano senza mezzi termini di un settore agricolo in ginocchio, costretto a fare i conti con la terza o quarta tempesta distruttiva nell’arco di poche settimane.

Piacentino: “Chicchi come albicocche” e campi devastati

Nella bassa pianura piacentina, l’epicentro della devastazione ha colpito in particolar modo la zona di Monticelli d’Ongina. I chicchi di ghiaccio hanno formato un vero e proprio tappeto bianco, radendo al suolo piantagioni di pomodoro, mais e altre colture stagionali.

L’associazione ha avviato con urgenza la mappatura dei danni, sottolineando come si tratti del terzo evento estremo da inizio giugno: “Non c’è pace nei campi, una campagna davvero difficile dopo che solo pochi giorni fa il territorio era stato già lambito dal maltempo”.

Chicchi fino a 10 cm tra Reggiano e Mantovano

Tra le 7:30 e le 7:50 del mattino, un supercellula temporalesca accompagnata da raffiche di vento e grandine record si è abbattuta nell’area al confine tra Emilia e Lombardia, toccando Luzzara, Reggiolo, Rolo, Suzzara e Palidano.

L’allarme di Cia Reggio Emilia

In alcune zone sono stati segnalati chicchi di ghiaccio con diametri vicini ai 10 centimetri. «Siamo di fronte all’ennesimo evento estremo che colpisce duramente le nostre imprese», ha dichiarato la presidente di Cia Reggio Emilia, Valeria Villani.

«In poche settimane gli agricoltori hanno affrontato un’ondata di caldo eccezionale, seguita da violenti temporali e ora da una grandinata di proporzioni impressionanti che rende impossibile la sostenibilità economica delle aziende».

Cremasco e Cremona: raffica di interventi e danni al Duomo

Per il territorio cremonese si tratta della quarta grandinata in appena sette giorni, la seconda in meno di 36 ore. All’alba, chicchi grandi come palline da ping pong hanno flagellato nuovamente i comuni di Montodine, Ripalta Cremasca, Chieve e Bagnolo Cremasco, oltre all’asse tra Pizzighettone e Gombito.

Decine i tetti danneggiati, i pannelli solari frantumati e le automobili rovinate, con i Vigili del Fuoco impegnati in decine di interventi di emergenza.

Il temporale non ha risparmiato il capoluogo di provincia. Le squadre di soccorso sono dovute intervenire d’urgenza sulla Cattedrale cittadina, dove le raffiche e il ghiaccio hanno infranto una delle lastre di vetro che compongono il celebre rosone.

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