Addio a Simone Forti: muore a 91 anni la pioniera della danza postmoderna e Leone d’Oro alla carriera

Lutto nel mondo dell'arte contemporanea. L'artista italo-statunitense, nata a Firenze, si è spenta a Los Angeles

Redazione
Addio a Simone Forti: muore a 91 anni la pioniera della danza postmoderna e Leone d’Oro alla carriera
Simone Forti

Addio a Simone Forti: muore a 91 anni la pioniera della danza postmoderna e Leone d’Oro alla carriera. Lutto nel mondo dell’arte contemporanea. L’artista italo-statunitense, nata a Firenze, si è spenta a Los Angeles.

Il mondo della cultura e delle arti performative piange la scomparsa di Simone Forti, morta a Los Angeles all’età di 91 anni. Nata a Firenze nel 1935 con il nome di Simonetta, l’artista italo-statunitense è stata una figura seminale della postmodern dance, rivoluzionando la disciplina attraverso l’unione tra scultura, movimento e performance.

Da anni affetta dal morbo di Parkinson, la sua scomparsa è stata resa nota dalla Galleria Raffaella Cortese di Milano, che la rappresentava dal 2018: “La ricordiamo con affetto, ammirazione e profonda gratitudine e restiamo impegnati a tramandare la memoria della sua straordinaria opera”.

Dall’esilio dall’Italia all’esplosione artistica a New York

Costretta ad abbandonare l’Italia nel 1938 insieme alla famiglia di origine ebraica per sfuggire alle persecuzioni e alle leggi razziali fasciste, Simone Forti si trasferì negli Stati Uniti dopo una breve parentesi in Svizzera.

Negli anni Cinquanta iniziò la sua formazione artistica incontrando il minimalista Robert Morris, con cui condividerà studi, matrimonio e il trasferimento a San Francisco.

La sua affermazione avvenne a Manhattan nel loft di Yoko Ono con la storica performance “Five Dance Constructions and Some Other Things”, lavoro influenzato dal gruppo d’avanguardia giapponese Gutai. Tra i suoi capolavori più noti, entrati nelle collezioni del MoMA di New York, figura anche “Zoo Mantras” (1968), nato dall’osservazione dei gesti ripetitivi degli animali.

Il cordoglio della Biennale di Venezia e il Leone d’Oro

Profondo il cordoglio espresso dalla Biennale di Venezia, istituzione con cui la Forti ha intessuto un legame decennale (dalla Biennale Arte del 1980 curata da Achille Bonito Oliva e Harald Szeemann fino alla Biennale Danza del 2018).

Nel 2023 le era stato conferito il prestigioso Leone d’Oro alla carriera al 17° Festival Internazionale di Danza Contemporanea. Il direttore artistico della Biennale Danza, Wayne McGregor, la definì “un’artista o movement artist capace di muoversi senza confini tra mondi creativi diversi”.

McGregor ne ha evidenziato l’approccio radicale: “Ha sostenuto la superiorità del corpo, o piuttosto il ‘pensare con il corpo’ come forza di sperimentazione, azione e reinvenzione”.

  •  

Redazione

La redazione de L'inserto, articoli su cronaca, economia e gossip

Modifica le impostazioni GPDR