Addio ad Antonino Cattaneo, luminare delle neuroscienze e pioniere della ricerca contro l’Alzheimer
Lutto nel mondo della scienza per l'improvvisa scomparsa a Milano del presidente dell'Ebri: lavorò a stretto contatto con Rita Levi-Montalcini
Addio ad Antonino Cattaneo, luminare delle neuroscienze e pioniere della ricerca contro l’Alzheimer. Lutto nel mondo della scienza per l’improvvisa scomparsa a Milano del presidente dell’Ebri: lavorò a stretto contatto con Rita Levi-Montalcini.
Il mondo della ricerca e della medicina internazionale piange una perdita inestimabile. È scomparso improvvisamente a Milano, all’età di 71 anni, il professor Antonino Cattaneo, scienziato di fama mondiale, presidente della Fondazione EBRI (European Brain Research Institute) e per anni pilastro della Scuola Normale Superiore di Pisa.
Considerato uno dei massimi esperti e pionieri nello studio dei meccanismi molecolari legati alla neurodegenerazione e alla malattia di Alzheimer, Cattaneo ha dedicato l’intera esistenza all’esplorazione del cervello umano, legando la sua formazione e carriera ai più grandi nomi della scienza del Novecento.
Un percorso accademico d’eccellenza e le storiche collaborazioni
Nato a Pisa il 6 settembre 1954, Cattaneo aveva mostrato fin da giovanissimo una straordinaria inclinazione per le discipline scientifiche interdisciplinari.
Conseguì la laurea in biofisica all’Università La Sapienza di Roma sotto la guida di Mario Ageno, per poi fare ritorno nella sua città natale e ottenere il dottorato (corso di Perfezionamento) alla prestigiosa Scuola Normale Superiore di Pisa sotto la supervisione del professor Lamberto Maffei.
La sua preparazione e la sua lungimiranza lo portarono rapidamente a lavorare nei più importanti laboratori internazionali. Collaborò a stretto contatto con la professoressa Rita Levi-Montalcini e con Pietro Calissano sul Nerve Growth Factor (NGF, il fattore di crescita nervoso).
Successivamente, volò a Cambridge presso l’LMB (Laboratory of Molecular Biology) lavorando fianco a fianco con l’altro Premio Nobel Cesar Milstein e con Michael Neuberger, dove perfezionò le innovative tecnologie sugli anticorpi ricombinanti.
L’eredità scientifica: dagli intrabody alla guida dell’EBRI
L’impatto delle ricerche di Antonino Cattaneo sulle neuroscienze moderne resta impresso in oltre 200 pubblicazioni e in numerosi brevetti biotecnologici attivi.
Cattaneo fu l’inventore della tecnologia degli intrabody (anticorpi intracellulari espressi ectopicamente), uno strumento rivoluzionario per interferire con le proteine difettose direttamente all’interno delle cellule.
I suoi studi pionieristici sull’equilibrio delle neurotrofine e sulla degenerazione precoce hanno gettato le basi molecolari per i moderni approcci terapeutici e farmacologici attualmente in fase di sviluppo clinico contro l’Alzheimer.
Dopo aver contribuito a fondare da zero il programma di Neuroscienze della SISSA di Trieste (dove fu ordinario di Biofisica e vicedirettore), nel 2004 aiutò Rita Levi-Montalcini a lanciare l’istituto di ricerca sul cervello EBRI a Roma, di cui è stato direttore scientifico e, dal 2018 fino a oggi, Presidente. Dal 2008 al 2023 ha ricoperto il ruolo di professore ordinario di Fisiologia alla Normale di Pisa, dove dirigeva il Laboratorio di Biologia (Bio@SNS).
Insito dell’Accademia Nazionale dei Lincei e vincitore di prestigiosi riconoscimenti come il Premio Domenico Marotta e il Premio Internazionale G. Tartufari, Cattaneo viene ricordato oggi dai colleghi e dagli allievi della Scuola Normale non solo per l’indiscusso genio scientifico, ma soprattutto per la profonda umanità, l’immensa gentilezza e la sensibilità che ne hanno contraddistinto la vita.