Ancona: Stefano Mucci, 59 anni, trovato morto in cella

Il dramma nel carcere di Montacuto. L'ex poliziotto è stato stroncato da un malore. Inutili i soccorsi del 118 e l'uso del defibrillatore. Il pm dispone l'autopsia all'obitorio di Torrette

Redazione
Ancona: Stefano Mucci, 59 anni, trovato morto in cella
Il carcere di Montacuto

Ancona: Stefano Mucci, 59 anni, trovato morto in cella. Il dramma nel carcere di Montacuto. L’ex poliziotto è stato stroncato da un malore. Inutili i soccorsi del 118 e l’uso del defibrillatore. Il pm dispone l’autopsia all’obitorio di Torrette.

A Ancona, all’interno della casa circondariale di Montacuto, un uomo di 59 anni è morto nella serata di mercoledì a causa di un malore fulmineo.

La vittima è Stefano Mucci, ex agente della Polizia di Stato originario della provincia di Bergamo, che stava scontando una pena definitiva per reati predatori, con un fine pena fissato per il 2028.

Nonostante il primo riscontro del medico legale escluda segni di violenza, la Procura ha disposto accertamenti autoptici approfonditi.

Il ritrovamento nella sezione di media sicurezza

Il decesso è avvenuto all’interno di una delle sezioni detentive del penitenziario dorico in un orario prossimo alla chiusura delle celle. Intorno alle 21:45 di mercoledì 20 maggio, il compagno di cella di Mucci si è insospettito per la sua prolungata assenza e si è diretto verso il bagno del locale detentivo.

Lì ha scoperto il cinquantanovenne accasciato a terra e completamente privo di sensi. Immediata è scattata la richiesta di aiuto agli agenti della Polizia Penitenziaria in servizio nel braccio.

Sul posto sono accorsi i medici interni all’istituto, seguiti a stretto giro dall’ambulanza della Croce Gialla di Ancona e dall’automedica del 118.

L’équipe sanitaria ha avviato i protocolli di rianimazione cardiopolmonare, applicando anche il defibrillatore nel tentativo di stimolare l’attività cardiaca. Le manovre sono proseguite ininterrottamente per oltre venti minuti, ma il cuore del detenuto non ha più ripreso a battere.

L’inchiesta della Procura e il passato segnato dalla ludopatia

La magistratura intende sgomberare il campo da qualsiasi dubbio, analizzando la compatibilità tra il regime detentivo e il quadro clinico dell’uomo.

L’esame esterno della salma non ha evidenziato ecchimosi, lesioni da difesa o elementi che possano far pensare a un’aggressione o a un atto autolesionistico. Mucci soffriva da tempo di diverse patologie croniche ed era sottoposto a un quotidiano regime di terapie farmacologiche.

Ciononostante, considerando l’ambiente carcerario, il pubblico ministero di turno ha ordinato il trasferimento del corpo all’istituto di medicina legale dell’ospedale di Torrette per l’autopsia.

La vita di Stefano Mucci era stata radicalmente stravolta nei primi anni Duemila a causa di una grave forma di ludopatia. Fino al 2004, l’uomo aveva prestato servizio alla Questura di Macerata nella sezione Volanti.

Travolto dal vortice del gioco d’azzardo e dei debiti, tra il 2003 e il 2004 aveva iniziato a commettere furti e rapine, prendendo di mira soprattutto gli uffici postali. Dopo il primo arresto nel 2004, era stato allontanato dalla Polizia, collaborando apertamente con i giudici.

Più di recente, nel maggio del 2023, il Tribunale di Pesaro lo aveva condannato per una rapina impropria commessa a Fano nell’aprile del 2022 ai danni della sua ex convivente, alla quale aveva sottratto con la forza la carta bancomat per ottenere denaro da destinare alle scommesse.

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