Basaluzzo: muore in moto a 18 anni nel giorno del compleanno, addio a Gabriele Maranzana
Lo schianto fatale ieri sulla SP155 mentre andava al lavoro. Tra i primi soccorritori lo zio della vittima
Basaluzzo: muore in moto a 18 anni nel giorno del compleanno, addio a Gabriele Maranzana. Lo schianto fatale ieri sulla SP155 mentre andava al lavoro. Tra i primi soccorritori lo zio della vittima.
Il tamponamento lungo la provinciale e il dramma dello zio
La dinamica del sinistro è al vaglio dei Carabinieri della Compagnia di Novi Ligure e della stazione di Capriata, incaricati di stabilire le responsabilità.
Gabriele Maranzana stava percorrendo la strada provinciale 155 in sella alla sua motocicletta per raggiungere il posto di lavoro. Per cause ancora da chiarire, il veicolo a due ruote si è scontrato con un’utilitaria che procedeva nella stessa direzione di marcia.
A seguito dell’impatto, il diciottenne ha perso l’equilibrio, venendo disarcionato e rovinando pesantemente al suolo. Per un tragico scherzo del destino, tra i primissimi ad accorrere sul luogo del sinistro per prestare aiuto è stato lo zio materno del ragazzo, dipendente del Comune di Basaluzzo ed ex consigliere comunale.
L’uomo si è trovato davanti alla scena senza sapere inizialmente che fosse coinvolto il nipote. Sul posto sono arrivati a sirene spiegate i medici del 118 e i Vigili del Fuoco.
Il personale sanitario ha tentato a lungo di rianimare il diciottenne sul posto, ma i traumi riportati si sono rivelati incompatibili con la vita. Illeso ma sotto forte stato di shock il conducente dell’auto.
Chi era Gabriele: la passione per il “roping” e l’amore per i cavalli
La notizia ha suscitato un’ondata di commozione straordinaria. Gabriele era un ragazzo solare, umile e grandissimo lavoratore, che aveva deciso di impiegare l’estate per guadagnare qualcosa da solo.
La sua grande passione erano i cavalli, condivisa con la madre al Clayland Ranch, dove si era distinto come una promessa del roping (la disciplina western della cattura del bestiame con il lazo). Il suo maestro, Matteo Mandonico, lo ha ricordato con parole struggenti.
“Gabriele è stato mio allievo fin da bambino, un ottimo roper con grinta e voglia di imparare, umile, sincero e sempre pronto ad aiutarmi con i cavalli. Un ragazzo dal cuore immenso che mi mancherà tanto. Ha iniziato le gare a 8 anni e sognava di andare in America”.