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Campania: gli studenti intervengono all’apertura dell’anno scolastico della Regione

Pubblicato il 29 Ottobre 2019 - 15:52

Campania: gli studenti intervengono all’apertura dell’anno scolastico della Regione

Napoli. Questa mattina l’Unione degli Studenti Campania è stato invitata ad “Hub – 3 Giorni sulla Scuola”, la 3 giorni di apertura dell’anno scolastico promosso dalla Regione Campania. Siamo intervenuti criticando aspramente le condizioni della scuola all’interno della nostra regione, partendo dalla verità sulla dispersione scolastica, passando dai dati decisamente negativi su povertà educativa ed edilizia scolastica, concludendo mettendo in evidenza la totale inefficienza dell’amministrazione regionale e l’enorme problema della crisi climatica.


Ecco alcuni elementi fondamentali del nostro intervento:

 ” …ci piacerebbe pensare che la priorità della Regione Campania e del MIUR sia quella di risolvere definitivamente il problema sicurezza nelle scuole, investendo puntualmente in strutture a misure di studente, magari cominciando a dotarle tutte di palestre e laboratori funzionanti.

Abbiamo riconosciuto subito da parte della Regione un’attenzione sul tema ambientale. Non ci aspettavamo diversamente, visto il milione e mezzo di studenti scesi in piazza il 27 settembre per chiedere azioni concrete ai governi nel combattere la devastazione ambientale causata dall’azione fagocitante da parte del sistema produttivo sul nostro pianeta, ma anzi ci sembrava quasi scontato dopo le parole del Ministro Fioramonti che invita i giovani a scendere in piazza.

La moda del momento

Ci sembrava scontato perchè è la moda del momento, tutti ci stringono la mano e tutti ci danno la pacca sulla spalla appoggiando una battaglia che stiamo combattendo proprio per le inadempienze di chi ci governa, contro chi ha perferito la mazzetta e la poltrona alle nostre vite. Eppure eravamo anche certi che le contraddizioni sarebbero rimaste, pensiamo per esempio agli studenti e le studentesse che continuano a fare ASL in aziende private che inquinano o in infrastrutture apertamente dannose per la salute dei cittadini (come gli studenti di Acerra andati all’inceneritore o quelli mandati nelle multinazionali che hanno stretto il patto con il MIUR) e agli studenti di Ingegneria Civile ed Edile a Napoli che imparano a costruire le trivelle. Oppure la presenza di siti inquinanti nei pressi degli edifici scolastici (penso al fiume Sarno nei pressi dei Liceo Caccioppoli di Scafati e al rogo tossico appiccato vicino al Pertini di Afragola recentemente). Pensiamo invece che la battaglia per la giustizia climatica, che per noi è giustizia sociale, sia difficilmente pacificabile con un alberello donato ad ogni scuola.” Dichiara dal Palco Manuel Masucci Coordinatore Regionale dell’Unione degli Studenti Campania.

“Non abbiamo paura nel dire che non siamo per nulla soddisfatti e che tutti i provvedimenti presi sono di gran lunga lontani dall’essere rivoluzionari, considerando che la nostra è anche una delle Regioni che non ha dichiarato l’Emergenza Climatica. Infatti l’8 novembre saremo di nuovo in tutte le piazze d’Italia, e anche in Campania ribadiremo ancora una volta che investire nell’Istruzione e la Ricerca pubblica devono essere la priorità per immaginare un paese diverso. Concludo dicendo che non era necessario vedere la foresta amazzonica bruciare per realizzare il grado di sfruttamento che esiste oggi dell’uomo sulla natura, ma bastava pensare a come da anni sulla pelle dei cittadini campani si consuma il dramma delle gestione camorristica dei rifiuti. Non possiamo pensare davvero ad un modello alternativo di società, se chi ha il governo dei nostri territori non fa una guerra totale a chi li inquina e devasta d’anni. Le parole di Greta sono ormai famose: “LA CASA BRUCIA”, ma la nostra terra lo fa da più di 30 anni.” Conclude rilanciando alla mobilitazione studentesca dell’8 novembre in tutta la Regione.

 



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Redazione L'inserto

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