Cervello di Palermo: 86enne morta trovata con il viso coperto di formiche nella morgue
Sdegno all'ospedale di Palermo per la denuncia di un familiare. La Direzione Strategica avvia un'indagine interna
Cervello di Palermo: 86enne morta trovata con il viso coperto di formiche nella morgue. Sdegno all’ospedale di Palermo per la denuncia di un familiare. La Direzione Strategica avvia un’indagine interna.
Un gravissimo episodio di presunta incuria ed inciviltà scuote la sanità siciliana. Un’anziana donna di 86 anni, deceduta presso il Pronto Soccorso dell’ospedale Cervello di Palermo (Azienda Ospedaliera Villa Sofia – Cervello), sarebbe stata rinvenuta dal figlio all’interno della camera mortuaria della struttura con il volto invaso da centinaia di formiche.
La vicenda, resa pubblica e denunciata dal familiare ancora sotto shock, ha suscitato grande sdegno nel capoluogo siciliano ed ha spinto i vertici sanitari a prendere immediati provvedimenti.
La ricostruzione dei fatti e la macabra scoperta
I fatti hanno avuto inizio nella giornata di martedì 11 agosto 2026. L’86enne, vedova e madre di cinque figli, ha accusato un grave ed improvviso malessere nella propria abitazione.
Soccorsa dai sanitari del 118, è stata trasportata d’urgenza al Pronto Soccorso del nosocomio palermitano, dove è deceduta nel corso del pomeriggio. Il corpo è stato successivamente trasferito nei locali della camera mortuaria.
Il giorno successivo, mercoledì 12 agosto, uno dei figli dell’anziana si è recato nella morgue per dare l’ultimo saluto alla madre, trovando il volto della donna parzialmente ricoperto di formiche.
Sconvolto dall’accaduto, l’uomo ha deciso di rendere pubblica la vicenda e sta valutando insieme ai propri legali la presentazione di un formale esposto-denuncia alla Magistratura.
La replica dell’Azienda Ospedaliera ed i provvedimenti disciplinari
La Direzione Medica di Presidio e la Direzione Strategica dell’Azienda Ospedaliera Villa Sofia – Cervello sono celermente intervenute per chiarire la situazione. L’Azienda ribadisce che i controlli sulle temperature delle celle frigorifere e le sanificazioni igienico-sanitarie vengono eseguiti con costanza e rigore, senza anomalie strutturali riscontrate.
L’episodio è stato formalmente condotto a un comportamento negligente di un singolo dipendente, già formalmente individuato dall’amministrazione.
Visto il gravissimo danno d’immagine patito dalla struttura sanitaria, la posizione del lavoratore è stata segnalata al competente Ufficio Procedimenti Disciplinari (UPD) per l’adozione delle sanzioni del caso.