Cingoli, trovano 137mila euro in contanti nel casolare del dramma: l’onestà dei tecnici di bonifica

Durante la sanificazione dell'abitazione di Cornelia Daniela Merz -deceduta da mesi prima del ritrovamento- due tecnici trovano una fortuna in buste bianche e allertano la Polizia

Redazione
Cingoli, trovano 137mila euro in contanti nel casolare del dramma: l’onestà dei tecnici di bonifica
Cingoli. Fonte: Residence Casale del Conero

Cingoli, trovano 137mila euro in contanti nel casolare del dramma: l’onestà dei tecnici di bonifica. Durante la sanificazione dell’abitazione di Cornelia Daniela Merz -deceduta da mesi prima del ritrovamento- due tecnici trovano una fortuna in buste bianche e allertano la Polizia.

Un inatteso tesoro di 136.900 euro in contanti, meticolosamente ordinati all’interno di buste bianche e nascosti tra gli oggetti e i ricordi di una vita intera.

È la straordinaria scoperta effettuata da due tecnici della ditta Ekonore -azienda specializzata in interventi di sanificazione con sedi a Milano e Viareggio- all’interno di un casolare a Troviggiano, frazione di Cingoli, nell’entroterra maceratese.

Gli operatori si trovavano nell’abitazione per un delicato e profondo intervento di bonifica e ripristino dell’appartamento appartenuto a Cornelia Daniela Merz, la 65enne di origine svizzera trovata senza vita nella sua camera da letto circa due mesi dopo il decesso reale.

L’onestà degli operatori e la segnalazione immediata

Anziché cedere alla tentazione davanti a una cifra così ingente, i due tecnici hanno dimostrato un’assoluta integrità morale e professionale.

Seguendo alla lettera il codice etico della ditta, hanno immediatamente interrotto i lavori nel punto del ritrovamento e hanno avvisato l’amministratore delegato della Ekonore, Francesco Colombo.

La direzione aziendale si è subito messa in contatto con le forze dell’ordine territoriali. I tecnici sul posto hanno accolto la Polizia locale di Cingoli. Sotto la supervisione del comandante della Polizia locale, l’intera somma è stata minuziosamente inventariata e successivamente trasferita in un istituto di credito locale, dove si trova ora custodita in un conto vincolato.

Sullo sfondo, una drammatica storia di isolamento

La scoperta del denaro aggiunge un ulteriore, enigmatico tassello a una vicenda familiare già estremamente dolorosa ed emersa solo a causa di una drammatica catena di silenzi e solitudine.

A far scattare le prime verifiche era stato il Dipartimento di Salute Mentale di Jesi, allarmato dalla prolungata assenza alle terapie del figlio della donna, un uomo di 43 anni con gravi fragilità mentali.

Contemporaneamente, un vicino si era rivolto ai servizi sociali comunali non vedendo più da tempo la 65enne svizzera, che solitamente usciva solo in compagnia del marito di 74 anni.

L’ingresso degli assistenti sociali e degli agenti nell’abitazione di campagna aveva svelato la tragedia: il corpo della donna giaceva sul letto in avanzato stato di decomposizione, vegliato in silenzio dal marito e dal figlio, quasi in un limbo di totale negazione della realtà.

L’autopsia, eseguita dal medico legale Antonio Tombolini su disposizione del sostituto procuratore di Macerata Rosanna Buccini, ha successivamente confermato che la morte è sopraggiunta per cause naturali.

Dopo il ritrovamento della salma, i due familiari erano stati immediatamente trasferiti all’ospedale di Jesi per ricevere assistenza medica e psicologica.

La somma di quasi 137mila euro rimarrà sotto la custodia dell’autorità giudiziaria in attesa che vengano completati gli accertamenti legali sulla provenienza e definite le complesse pratiche di successione familiare.

  •  

Redazione

La redazione de L'inserto, articoli su cronaca, economia e gossip

Modifica le impostazioni GPDR