Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, si è tolta al vita a 35 anni

Lutto nel mondo dell'antimafia. Scompare la 35enne che fece condannare il padre per il delitto della madre

Redazione
Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, si è tolta al vita a 35 anni
repertorio

Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, si è tolta al vita a 35 anni. Lutto nel mondo dell’antimafia. Scompare la 35enne che fece condannare il padre per il delitto della madre.

Un dramma silenzioso e profondo sconvolge il Paese e l’intero movimento antimafia. Si è tolta la vita all’età di 35 anni -la stessa età in cui la madre venne assassinata per mano della ‘ndrangheta- Denise Cosco, figlia della testimone di giustizia Lea Garofalo.

La notizia, confermata nel pomeriggio di oggi, giovedì 10 settembre 2026, fa seguito a un estremo gesto compiuto dalla donna nella giornata di domenica; il decesso si è verificato dopo alcuni giorni di agonia e ricovero in ospedale.

L’eredità di Lea Garofalo ed il percorso sotto protezione

Denise Cosco, dopo il barbaro omicidio della madre avvenuto a Milano nel 2009 per ordine del padre Carlo Cosco, ebbe la forza e il coraggio di testimoniare in aula contro i membri della propria famiglia, risultando determinante per la condanna all’ergastolo dei responsabili.

Per ragioni di sicurezza legate alle ritorsioni dei clan calabresi, la donna ha vissuto per oltre quindici anni sotto copertura, affrontando le estreme fragilità emotive derivanti dall’isolamento, dall’impossibilità di vivere una quotidianità ordinaria e dal peso della tragedia familiare.

Il messaggio di Don Luigi Ciotti ed il cordoglio di Libera

Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera e dell’Associazione Gruppo Abele, ha espresso un profondo cordoglio ricordando la figura della giovane: «Oggi è morta una giovane donna coraggiosa e sofferente. Nel restare fedele al percorso di riscatto iniziato da Lea, Denise ha dovuto vivere per anni nascosta, senza mai rassegnarsi, perché il suo sogno era sentirsi finalmente libera e autonoma».

L’associazione ha ribadito la necessità di non giudicare né drammatizzare la figura di Denise, ma di stringersi attorno alla sua memoria e proseguire il percorso di tutela delle vittime e dei testimoni di giustizia.

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