E’ di Gianluca Benedetti il corpo recuperato alle Maldive

L'istruttore padovano individuato a 50 metri con la bombola vuota. L'ipotesi: il gruppo è rimasto intrappolato nella grotta. Oggi riprendono le ricerche degli altri quattro italiani

Redazione
E’ di Gianluca Benedetti il corpo recuperato alle Maldive
Gianluca Benedetti

E’ di Gianluca Benedetti il corpo recuperato alle Maldive. L’istruttore padovano individuato a 50 metri con la bombola vuota. L’ipotesi: il gruppo è rimasto intrappolato nella grotta. Oggi riprendono le ricerche degli altri quattro italiani.

Gli occhi del Paese sono puntati sull’atollo di Vaavu, alle Maldive. Quella che era iniziata come una spedizione scientifica e naturalistica si è trasformata in un dramma claustrofobico negli abissi dell’Oceano Indiano.

Il recupero del primo corpo aggiunge un tassello drammatico e ridefinisce la dinamica di quella che appare sempre più come una trappola sottomarina.

Il tragico dettaglio della bombola scarica

Le autorità della Maldives National Defense Force hanno rintracciato il corpo di Gianluca Benedetti, stimato istruttore e capobarca di Padova, all’interno della seconda di tre cavità comunicanti.

Il ritrovamento del corpo con la bombola completamente esaurita allontana parzialmente la prima ipotesi di una morte istantanea per tossicità da ossigeno (iperossia).

Il dato suggerisce invece uno scenario drammatico: i sub avrebbero lottato a lungo nel buio della grotta, consumando fino all’ultimo respiro d’aria nel tentativo di trovare una via d’uscita.

Gli inquirenti ipotizzano che il gruppo possa aver perso l’orientamento a causa del fango sollevato dalle pinne (effetto silt-out) o che sia stato bloccato da correnti interne violentissime, tipiche dei canali maldiviani (pass).

Ricerche ad alto rischio a 60 metri

Le operazioni di recupero degli altri quattro connazionali — la professoressa Monica Montefalcone, la figlia Giorgia Sommacal, la ricercatrice Muriel Oddenino e l’istruttore Federico Gualtieri — riprendono oggi, 16 maggio, dopo una sospensione dovuta al mare proibitivo.

I soccorritori temono che gli altri corpi siano stati spinti o scivolati nel terzo e più profondo settore del sistema di grotte, a circa 60 metri di profondità, al limite della subacquea tecnica in aria.

Le condizioni esterne restano critiche. La stessa imbarcazione da crociera “Duke of York” è bloccata in mare aperto, impossibilitata a rientrare nel porto di Malé. A bordo ci sono altri venti passeggeri italiani, tutti fortunatamente illesi ma sotto shock.

Due procure al lavoro

Mentre la polizia maldiviana sta sequestrando le attrezzature e sentendo i testimoni della nave, anche la Procura di Roma ha aperto un fascicolo d’indagine.

Resta da chiarire il mistero del meteo al momento del tuffo (giovedì mattina): i bollettini parlavano di allerta gialla, ma i testimoni a bordo assicurano che al momento dell’immersione il mare fosse calmo e la visibilità eccellente.

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