Elogio di san Gennaro! Pietro Treccagnoli e la vita con San Gennaro

di  Redazione
2 mesi fa - 20 Aprile 2021

Elogio di san Gennaro! Pietro Treccagnoli e la vita con San Gennaro. Divertente e briosa la visione che Pietro ha di San Gennaro nel nuovo suo scritto “Elogio di San Gennaro”, edito da Langella edizioni, un piccolo editore, pure napoletano.

Un riferimento di vita sin dai primi anni d’età, è una questione d’affetto ci racconta: “E’ da piccolo che iniziai a collezionare tutto ciò che riguarda il santo. Spillette, magneti, piccoli busti, cartoline antiche e moderne.

Ogni cosa, ma, non è mica una questione scaramantica, piuttosto è una questione d’affetto”. E’ così che Pietro Treccagnoli ci introduce al suo nuovo edito, passando per l’icona sacra del Santo napoletano.

Visione familiare

Una visione familiare, quasi intima, personale e caratterizzante. E continua raccontando: “Sono figlio di un Gennaro, mi sono sposato il 19 settembre il giorno di San Gennaro, solo mio figlio non lo chiamai Gennaro per altre questioni.

Forse ho espiato proprio così, scrivendo il libro il fatto di non averlo chiamato Gennaro”. Pietro Treccagnoli, giornalista in pensione e scrittore ora di professione, coinvolge varie figure, un vero e proprio team che partecipa alla realizzazione del libro.

Con uno scritto di Paolo Iorio direttore del Museo dedicato al patrono. Foto in nero e a colori di Sergio Siano un amico fraterno di Pietro e quella traduzione capovolta, in inglese di Mena Bianco traduttrice di spicco della città partenopea.

Un cammino per la città vissuta dai napoletani, gente un po’ permalosa, ma, dal cuore grande. Gente legata al miracolo, e molta che per il miracolo vive e per quel sangue disciolto di cui la prima attestazione si ebbe nel 1389 da parte di un cronista sconosciuto.

Il santo Ianuarius

Insomma il santo Ianuarius, morto decapitato nell’anno 305, è divenuto nel tempo il vip centrale della storia napoletana e rappresenta il momento clou della vita di  molti credenti che a lui si affidano in toto.

Per quanto si possa essere miscredenti, indifferenti o atei senza freni, bisogna sempre fare i conti con san Gennaro, con il suo miracolo e con il suo sangue. Perché, per quanto si possa essere devoti alla “logica”, bisogna sempre fare i conti con il “mistero”.

Ogni napoletano lo sa. E ogni 19 settembre che il Padreterno manda in terra, il suo primo pensiero è sapere se san Gennaro ha fatto il miracolo. Non sarà vero, sarà un trucco clericale, ma che costa crederci? Il miracolo del sangue è rassicurante e gratuito. E mette di buonumore. 

Simona Piro

Elogio di san Gennaro! Pietro Treccagnoli e la vita con San Gennaro
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