Giornata Mondiale dell’Ictus: prevenzione e tempo di reazione, le armi per salvare vite

Oggi 29 ottobre si celebra la ricorrenza promossa dalla World Stroke Organization. L'ictus è la terza causa di morte in Italia e la prima di disabilità

Redazione
Giornata Mondiale dell’Ictus: prevenzione e tempo di reazione, le armi per salvare vite

Giornata Mondiale dell’Ictus: prevenzione e tempo di reazione, le armi per salvare vite. Oggi 29 ottobre si celebra la ricorrenza promossa dalla World Stroke Organization. L’ictus è la terza causa di morte in Italia e la prima di disabilità.

Ogni anno, il 29 ottobre, si celebra in tutto il mondo la World Stroke Day (Giornata Mondiale contro l’Ictus), una ricorrenza fondamentale per accendere i riflettori su una delle emergenze sanitarie più diffuse e sottovalutate al mondo.

L’obiettivo principale è sensibilizzare la popolazione sull’importanza della prevenzione, del riconoscimento tempestivo dei sintomi e della rapidità dei soccorsi.

I numeri dell’emergenza: in Italia un caso ogni 3 minuti

In Italia l’ictus cerebrale rappresenta la terza causa di morte, dopo le malattie cardiovascolari e i tumori, e la prima causa assoluta di disabilità nell’adulto. I dati epidemiologici confermano una realtà importante:

  • Ogni anno si registrano circa 100.000-120.000 nuovi casi.

  • Circa un terzo delle persone colpite purtroppo non sopravvive, mentre un altro terzo riporta postumi invalidanti permanenti.

  • Sebbene l’incidenza aumenti significativamente dopo i 65 anni, circa il 10% degli eventi colpisce persone sotto i 54 anni.

La regola del tempo: “Il tempo è cervello” (Time is Brain)

Nelle prime fasi dell’ictus, ogni minuto conta. Ogni 60 secondi d’attesa senza flusso sanguigno causano la perdita di circa 1,9 milioni di neuroni.

Per questo motivo, riconoscere subito i sintomi e chiamare immediatamente i soccorsi (il numero unico 112) fa la differenza tra la vita, una guarigione completa o un’invalidità permanente.

Per identificare rapidamente un ictus si utilizza l’acronimo F.A.S.T.:

  • F – Face (Viso): chiedere alla persona di sorridere. Un lato della bocca appare cadente o asimmetrico?

  • A – Arms (Braccia): chiedere di sollevare entrambe le braccia. Un braccio tende a scendere verso il basso per debolezza?

  • S – Speech (Linguaggio): chiedere di ripetere una frase semplice. Il parlato risulta confuso, impastato o incomprensibile?

  • T – Time (Tempo): se si riscontra anche solo uno di questi segnali, bisogna agire subito chiamando i soccorsi medici d’emergenza.

Cosa NON fare: non aspettare di vedere se i sintomi passano da soli e non trasportare il paziente con mezzi propri al pronto soccorso, poiché la chiamata d’emergenza attiva direttamente il percorso dedicato (Stroke Unit).

Prevenzione: l’80% degli eventi si può evitare

La buona notizia evidenziata dalla comunità scientifica è che circa l’80% degli ictus cerebrali è prevenibile correggendo gli stili di vita e tenendo sotto controllo i principali fattori di rischio cardiovascolare.

I fattori di rischio su cui agire:

  1. Pressione arteriosa: l’ipertensione è il principale fattore di rischio controllabile.

  2. Aritmie cardiache: in particolare la fibrillazione atriale, che favorisce la formazione di trombi.

  3. Stile di vita: alimentazione equilibrata, riduzione del consumo di sale, attività fisica regolare, abolizione del fumo e limitazione dell’alcol.

  4. Parametri metabolici: monitoraggio costante del colesterolo e della glicemia (diabete).

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