Il “limbo” di Colla: un confine che divide la vita

150 residenti chiedono di passare da Gimigliano a San Pietro Apostolo, due comuni della provincia di Catanzaro. Una strada statale separa servizi, luci e persino la gestione delle acque

Redazione
Il “limbo” di Colla: un confine che divide la vita
La strada statale 19 attraversa la contrada Colla ed è il confine tra i due Comuni: a sinistra San Pietro Apostolo, a destra Gimigliano (Foto da fanpage.it)

Il “limbo” di Colla: un confine che divide la vita. 150 residenti chiedono di passare da Gimigliano a San Pietro Apostolo, due comuni della provincia di Catanzaro. Una strada statale separa servizi, luci e persino la gestione delle acque.

L’anomalia di Corso Vittorio Emanuele II

Il confine tra Gimigliano e San Pietro Apostolo non è una linea immaginaria, ma una ferita visibile sulla Statale 19. Sul lato “fortunato” (San Pietro) insistono marciapiedi, illuminazione pubblica e fogne efficienti.

Invece, nel lato “dimenticato” (Gimigliano) predominano assenza di lampioni, marciapiedi fatiscenti e pendenze che riversano la pioggia direttamente dentro case e negozi.

Il paradosso quotidiano: i bambini vanno a scuola a San Pietro, i defunti vengono tumulati nel cimitero di San Pietro, ma per ogni documento o interruzione idrica bisogna rivolgersi a Gimigliano, distante oltre 12 km.

Un’odissea burocratica lunga trent’anni

Il portavoce del comitato, Antonio Talarico, riassume una lotta che dura dal 1998. Nel 2001 c’è stato un referendum che fallì per mancanza di quorum (causato dal disinteresse del centro principale di Gimigliano).

Fra il 2004 e il 2017 si sono registrate battaglie legali al TAR e risoluzioni regionali per riconoscere l’“interesse qualificato”. L’idea è semplice: far votare solo chi vive il disagio, non chi abita a chilometri di distanza.

Nonostante una risoluzione del 2017, la proposta di un nuovo referendum resta chiusa nei cassetti del Consiglio Regionale della Calabria. Il comitato “Uniti per le contrade” chiede che la Regione Calabria tiri fuori dal cassetto la risoluzione risalente a nove anni fa.

Il riconoscimento del principio dell’interesse qualificato è l’unica via per permettere a queste 150 persone di regolarizzare una situazione che la realtà ha già sancito da decenni.

Senza questo passo, Colla rimarrà una “terra di mezzo” dove l’acqua manca da un lato della strada e scorre dall’altro, simbolo di un’Italia che corre a due velocità anche nello spazio di pochi metri.

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