Il Premio Strega 2026 consacra Michele Mari: trionfo a 190 voti per ‘I convitati di pietra’
Prima storica premiazione nella restaurata piazza del Campidoglio alla presenza dei vertici di Roma Capitale e del Ministero della Cultura
Il Premio Strega 2026 consacra Michele Mari: trionfo a 190 voti per ‘I convitati di pietra‘. Prima storica premiazione nella restaurata piazza del Campidoglio alla presenza dei vertici di Roma Capitale e del Ministero della Cultura.
Il verdetto delle urne letterarie romane ha confermato i pronostici della vigilia, superando le burrasche della cronaca recente. Lo scrittore milanese Michele Mari, 70 anni, ha vinto l’edizione 2026 del Premio Strega totalizzando 190 preferenze con il suo acclamato romanzo corale I convitati di pietra, edito da Einaudi.
Per l’autore si tratta di una storica prima volta sul gradino più alto del podio del più ambito riconoscimento letterario italiano, un successo che bissa quello già incassato lo scorso mese con il Premio Strega Giovani.
Le accese polemiche legate al cosiddetto “affaire pulmino” e le ventilate ipotesi di una sua esclusione o dimissioni – su cui la Fondazione Bellonci era intervenuta blindando il regolamento in quanto «competizione tra opere e non tra persone» – non hanno scalfito il favore del corpo elettorale.
L’annuncio e il discorso: “Non sorrido, ne verrebbe fuori un ghigno”
La proclamazione è avvenuta in un’atmosfera suggestiva e inedita: per la prima volta, infatti, la cerimonia finale ha abbandonato lo storico ninfeo di Villa Giulia per trasferirsi nella splendida cornice di piazza del Campidoglio, appena restaurata.
Fedele alla sua proverbiale e colta riservatezza, Mari ha accolto il premio con amara ironia, stringendo a stento la tradizionale bottiglia del Liquore Strega: «Non sorrido perché ne verrebbe fuori un ghigno, un ictus poco adatto all’occasione. Ringrazio tutti i lettori che mi hanno sostenuto e quelli che non lo hanno fatto in questo tour piuttosto impegnativo, per usare un eufemismo».
Lo scrittore ha poi chiamato sul palco la moglie e i figli per condividere la vittoria, ricordando la scommessa goliardica stretta con i vecchi compagni di classe del liceo Berchet di Milano (le cui vicende del 1974 ispirano la trama del libro): «Se vinco, offro una cena a tutti».
Sul palco e nel parterre si è respirato un clima di distensione istituzionale. Presenti il sindaco di Roma Roberto Gualtieri («Roma ama la letteratura, da quest’anno il premio vive dentro la città») e il ministro della Cultura Alessandro Giuli, tornato alla rassegna dopo le frizioni dell’anno precedente.
La classifica finale della sestina
Lo spoglio dei voti, presieduto da Andrea Bajani (vincitore dell’edizione 2025), ha visto esprimersi 643 giurati su 800 aventi diritto (pari all’80,4%). Ecco come si sono posizionati gli altri sfidanti.
| Posizione | Scrittore / Scrittrice | Titolo dell’Opera | Casa Editrice | Voti Ricevuti |
| 1° | Michele Mari | I convitati di pietra | Einaudi | 190 |
| 2° | Matteo Nucci | Platone. Una storia d’amore | Feltrinelli | 152 |
| 3° | Bianca Pitzorno | La sonnambula | Giunti | 84 |
| 4° | Alcide Pierantozzi | Lo sbilico | Einaudi | 78 |
| 5° | Teresa Ciabatti | Donnaregina | Mondadori | 75 |
| 6° | Elena Rui | Vedove di Camus | L’orma | 64 |
Emozioni e messaggi sul palco del Campidoglio
La serata, trasmessa in diretta su Rai 3 con la conduzione di Pino Strabioli e i fari puntati sulle arene streaming dislocate nei quartieri romani (dal Corviale al Macro), ha regalato momenti di forte intensità.
Matteo Nucci, che ha mantenuto il secondo posto tallonando il vincitore, ha voluto dedicare un passaggio del suo intervento al dramma del genocidio palestinese.
Grande commozione anche per l’ottantatreenne Bianca Pitzorno, applauditissima dal pubblico nonostante le evidenti difficoltà motorie, il cui romanzo storico ambientato nella Sardegna di fine Ottocento ha già conquistato le classifiche di vendita.
Infine, Teresa Ciabatti si è commossa fino alle lacrime citando una frase di Valeria Parrella dedicata alla memoria e all’eredità civile di Michela Murgia: «In ogni angolo del mondo c’è sempre una ragazzina che si mette di traverso, e quella ragazzina è la Murgia».