Inchiesta VAR: Gianluca Rocchi nel mirino della Procura
Sotto esame le comunicazioni tra campo e Lissone. Il caso della "bussata sul vetro" in Udinese-Parma e il confronto con Inter-Verona
Inchiesta VAR: Gianluca Rocchi nel mirino della Procura. Sotto esame le comunicazioni tra campo e Lissone. Il caso della “bussata sul vetro” in Udinese-Parma e il confronto con Inter-Verona.
Il “caso Udine”: la possibile interferenza esterna
Il fulcro dell’indagine riguarda la gara Udinese-Parma del 1° marzo 2025. Un possibile fallo di mano in area. Gli addetti VAR sono inizialmente convinti della regolarità (braccio attaccato al corpo).
All’improvviso la valutazione cambia. Viene chiamato l’arbitro alla revisione e assegnato il rigore. Gli inquirenti sospettano che qualcuno dall’esterno della sala VAR abbia richiamato l’attenzione degli operatori, inducendoli al cambio di rotta. Si cerca di capire chi avesse accesso ai corridoi di Lissone e perché sia intervenuto.
Il “caso Inter”: il metro di paragone
Per ricostruire la disparità di trattamento, la Procura analizza anche Inter-Hellas Verona del 6 gennaio 2024. La gomitata di Bastoni su Duda prima del gol del 2-1 nerazzurro.
Nonostante la gravità dell’impatto lontano dal pallone, il VAR valuta l’azione regolare senza suggerire la on field review. Gli inquirenti usano questa gara per dimostrare come il protocollo venga applicato in modo elastico o, peggio, arbitrario, a seconda delle presunte sollecitazioni ricevute.
Cosa rischia Gianluca Rocchi
L’iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto per procedere al sequestro dei dispositivi e all’acquisizione delle registrazioni audio integrali.
Se venisse accertata una condotta volta a falsificare il regolare svolgimento delle gare attraverso la manipolazione del VAR, il designatore rischierebbe non solo la radiazione dall’AIA, ma anche pesanti conseguenze penali per frode sportiva.