Ischia: picchia la figlia 36enne e la riduce in fin di vita
Il dramma in via Spinesante poco dopo pranzo. La vittima, aggredita brutalmente dal padre anche davanti alla madre, è stata sottoposta a un delicato intervento d'urgenza all'ospedale Rizzoli per l'asportazione di una parte del fegato
Ischia: picchia la figlia 36enne e la riduce in fin di vita. Il dramma in via Spinesante poco dopo pranzo. La vittima, aggredita brutalmente dal padre anche davanti alla madre, è stata sottoposta a un delicato intervento d’urgenza all’ospedale Rizzoli per l’asportazione di una parte del fegato.
A Ischia, nella splendida cornice dell’isola del golfo di Napoli, il pranzo di lunedì si è trasformato in un incubo di sangue. Un uomo di 58 anni è stato arrestato in flagranza di reato dai Carabinieri con la pesantissima accusa di tentato omicidio, dopo aver pestato selvaggiamente la figlia trentaseienne all’interno delle mura domestiche, riducendola in fin di vita.
L’aggressione bestiale in via Spinesante e il blocco dell’uomo
La ricostruzione effettuata dai militari della Compagnia di Ischia, attivati da una drammatica chiamata al numero unico di emergenza 112, delinea i contorni di un’esplosione di violenza domestica di inaudita ferocia.
L’allarme è scattato ieri, lunedì 25 maggio, poco dopo l’orario di pranzo. Quando i Carabinieri hanno fatto irruzione nell’appartamento di via Spinesante, si sono trovati di fronte a una scena raccapricciante: il pavimento e le pareti presentavano numerose e vistose tracce ematiche, segno della violenza del pestaggio.
La vittima, 36 anni, giaceva a terra con evidenti e devastanti lesioni, profonde ferite e fratture multiple sia al volto che sul resto del corpo. L’aggressore, il padre cinquantottenne, è stato intercettato dai militari nei pressi dell’abitazione mentre tentava probabilmente di allontanarsi, ed è stato immediatamente immobilizzato e ammanettato. L’uomo ha agito furiosamente colpendo la figlia a calci e pugni anche davanti agli occhi terrorizzati della moglie, una donna di 57 anni.
La corsa al Rizzoli e l’asportazione di parte del fegato
Le condizioni della trentaseienne sono apparse subito disperate ai sanitari del 118, che l’hanno trasferita d’urgenza e in codice rosso all’ospedale “Anna Rizzoli” di Lacco Ameno, in provincia di Napoli.
I traumi interni provocati dai colpi sferrati dall’uomo erano così gravi da richiedere un’immediata operazione in sala operatoria. I chirurghi dell’ospedale ischitano hanno dovuto arrestare una gravissima emorragia interna causata da una profonda lesione epatica, procedendo alla parziale asportazione di un pezzo di fegato.
Attualmente la giovane donna si trova ricoverata nel reparto di terapia intensiva del nosocomio isolano per il delicato monitoraggio post-operatorio. Le sue condizioni restano estremamente critiche e i medici non hanno ancora sciolto la prognosi: la 36enne lotta tra la vita e la morte.