Lunigiana: operaio di 50 anni stroncato da un malore in un’azienda a Mulazzo
L'allarme lanciato dai colleghi intorno all'ora di pranzo. Mobilitati l'automedica e l'elisoccorso Pegaso 3, ma i tentativi di rianimazione sono falliti
Lunigiana: operaio di 50 anni stroncato da un malore in un’azienda a Mulazzo. L’allarme lanciato dai colleghi intorno all’ora di pranzo. Mobilitati l’automedica e l’elisoccorso Pegaso 3, ma i tentativi di rianimazione sono falliti.
Un nuovo dramma si è consumato all’interno del mondo del lavoro, questa volta in Lunigiana. Intorno all’ora di pranzo di oggi, giovedì 25 giugno 2026, un operaio di 50 anni ha perso la vita a causa di un malore improvviso mentre si trovava all’interno di uno stabilimento aziendale a Mulazzo, in provincia di Massa Carrara.
L’uomo, dipendente di una ditta esterna che stava eseguendo alcune lavorazioni in appalto, si è accasciato al suolo davanti ai colleghi, i quali hanno immediatamente attivato la macchina dei soccorsi.
I soccorsi d’urgenza e l’intervento del Pegaso
La gravità della situazione è apparsa evidente fin dai primi istanti, spingendo la centrale operativa del 118 a schierare il massimo contingente di emergenza.
Sul posto sono state inviate tempestivamente un’ambulanza, l’automedica di presidio e l’elisoccorso Pegaso 3, fatto decollare per abbreviare i tempi di un eventuale trasporto d’urgenza in un centro specializzato.
Il personale sanitario ha avviato sul posto i protocolli avanzati di rianimazione cardio-polmonare. Nonostante i prolungati sforzi per stabilizzare il cinquantenne e far ripartire il cuore, il medico non ha potuto fare altro che constatarne il decesso sul posto.
Le verifiche dell’Asl e la causa del decesso
Come previsto dai protocolli in caso di decessi avvenuti durante l’orario lavorativo, nel sito aziendale sono intervenuti i tecnici del Dipartimento di Prevenzione sui Luoghi di Lavoro dell’Asl:
Nonostante l’Italia e la Toscana siano strette in queste ore da un’ondata di calore eccezionale con temperature record, le prime fonti sanitarie e i rilievi ispettivi hanno teso a precisare che la morte del lavoratore è riconducibile a cause naturali e indipendenti dallo stress termico ambientale.
Gli accertamenti degli ispettori proseguiranno comunque per chiarire ogni dettaglio contrattuale e di sicurezza legato alle mansioni svolte dall’operaio della ditta appaltatrice.