Maltempo in Liguria, scatta l’allerta arancione: oltre 37mila fulmini, allagamenti e soccorsi tra Chiavari e Genova
Violenta bomba d'acqua sul Tigullio ed il Genovese. Oltre 100 mm di pioggia in un'ora
Maltempo in Liguria, scatta l’allerta arancione: oltre 37mila fulmini, allagamenti e soccorsi tra Chiavari e Genova. Violenta bomba d’acqua sul Tigullio ed il Genovese. Oltre 100 mm di pioggia in un’ora.
Un’ondata di maltempo estremamente violenta ha colpito la Liguria nella giornata di oggi, giovedì 20 agosto 2026. L’Arpal ha innalzato il livello di criticità ad allerta arancione per temporali dopo che una struttura temporalesca autorigenerante si è sviluppata sul mare a ridosso della costa, scaricando un’eccezionale quantità di pioggia e fulmini (oltre 37mila registrati) tra il Genovese ed il Tigullio.
I disagi maggiori si registrano attualmente nel comune di Chiavari, dove la situazione è precipitata in poche ore a causa di una vera e propria bomba d’acqua.
Bomba d’acqua a Chiavari e persona salvata nel sottopasso
I dati della rete pluviometrica e gli interventi di soccorso in corso. A Chiavari sono caduti ben 103 mm di pioggia in una sola ora, provocando l’immediata esondazione di rii minori e l’allagamento di vie cittadine e locali terranei.
I Vigili del Fuoco hanno già effettuato oltre una dozzina di interventi tra Chiavari e Lavagna. Tra questi, le squadre hanno tratto in salvo una persona rimasta bloccata con il proprio veicolo all’interno di un sottopasso invaso dall’acqua.
L’Arpal segnala la formazione di un secondo nucleo temporalesco intenso in estensione verso l’area metropolitana di Genova, raccomandando massima cautela.
Le raccomandazioni della Protezione Civile ed Arpal
Le autorità regionali invitano la popolazione al rispetto delle norme di autoprotezione. La Protezione Civile raccomanda la massima attenzione evitando di percorrere sottopassi, locali interrati e zone prossime ai corsi d’acqua esondabili.
Il sistema temporalesco resta sotto costante osservazione da parte della sala operativa regionale per il rischio di ulteriori rigenerazioni lungo la fascia costiera.