Maracalagonis, svolta sulla morte di madre e figlio: spunta l’ipotesi di morte asfittica

Si fa strada la pista dell'avvelenamento da cibo o farmaci. Disposti esami tossicologici e istologici sulle salme

Redazione
Maracalagonis, svolta sulla morte di madre e figlio: spunta l’ipotesi di morte asfittica
Marco Durzu

Maracalagonis, svolta sulla morte di madre e figlio: spunta l’ipotesi di morte asfittica. Si fa strada la pista dell’avvelenamento da cibo o farmaci. Disposti esami tossicologici e istologici sulle salme.

Si tinge improvvisamente di giallo la tragica vicenda di Teresa Vacca, di 82 anni, e del figlio Marco Durzu, di 58 anni, trovati privi di vita nella tarda mattinata di ieri, mercoledì 15 luglio 2026, all’interno della loro abitazione in via San Giovanni a Maracalagonis, nel Cagliaritano.

Se in un primo momento la Procura e gli inquirenti avevano ipotizzato una doppia fatalità dovuta a cause naturali -in particolare un drammatico “effetto domino” in cui l’anziana madre sarebbe rimasta vittima di un infarto fulmineo per il dolore alla vista del figlio, da tempo gravemente malato e allettato, esanime-, i primissimi rilievi medico-legali e scientifici hanno aperto uno scenario del tutto inatteso e ancora interamente da decifrare.

Il mistero della morte asfittica e l’ipotesi ingestione

Gli specialisti dell’Arma dei Carabinieri di Quartu Sant’Elena e il medico legale intervenuto sul posto hanno fin da subito escluso l’ipotesi di una violenza perpetrata da terzi.

Gli accessi dell’abitazione erano perfettamente integri, non c’erano tracce di effrazione, né segni di colluttazione o macchie di sangue all’interno delle stanze.

Tuttavia, i primi esami esterni sui corpi delle due vittime hanno evidenziato un quadro compatibile con una morte asfittica, determinata da un improvviso deficit di ossigeno e dal blocco della respirazione. Questo elemento sposta l’attenzione investigativa su due fronti precisi.

L’ingestione di alimenti avariati o contenenti tossine letali (come nel caso del botulino o di intossicazioni acute). Un sovradosaggio o l’ingestione accidentale di sostanze farmacologiche incompatibili o letali.

La scoperta dei corpi e gli accertamenti al Brotzu

A far scattare l’allarme era stato un parente stretto dei due, abituato a monitorare quotidianamente le condizioni della famiglia. Preoccupato dal fatto che nessuno rispondesse al telefono, l’uomo si è recato personalmente in via San Giovanni.

Quasi contemporaneamente, anche un addetto all’assistenza domiciliare aveva provato invano a bussare alla porta. Una volta all’interno, la drammatica scoperta dei corpi e la chiamata al 118, i cui sanitari non hanno potuto fare altro che constatare il decesso di entrambi.

Le salme sono state trasferite all’Istituto di medicina legale dell’ospedale Brotzu di Cagliari. Sarà l’autopsia disposta dal pubblico ministero ed eseguita dal medico legale Roberto Demontis a stabilire con certezza le cause del decesso.

Gli esami tossicologici e istologici, programmati tra giovedì e domenica, risulteranno decisivi per confermare o escludere definitivamente la pista dell’avvelenamento.

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