Mesagne: Antonio D’Errico fa da scudo e salva il figlio 26enne prima di morire
I rilievi sul crollo del cantiere in via Rimini rivelano l'estremo atto d'amore del 66enne per salvare la vita del giovane
Mesagne: Antonio D’Errico fa da scudo e salva il figlio 26enne prima di morire. I rilievi sul crollo del cantiere in via Rimini rivelano l’estremo atto d’amore del 66enne per salvare la vita del giovane.
Aria di profonda commozione ed enorme dolore a Mesagne (Brindisi) per gli sviluppi del drammatico incidente sul lavoro avvenuto nella mattinata di oggi, mercoledì 29 luglio 2026. A perdere la vita nel crollo della tettoia all’interno del cantiere di via Rimini è stato l’imprenditore edile Antonio D’Errico, di 66 anni.
Dai primi rilievi effettuati dagli investigatori è emerso un retroscena toccante: l’uomo avrebbe coscientemente sacrificato la propria vita per salvare quella del figlio di 26 anni, che si trovava al suo fianco nel cantiere.
La dinamica: il gesto d’istinto e di sacrificio
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e dal personale dello Spesal impegnati nelle verifiche, l’imprenditore si sarebbe reso conto dell’imminente cedimento strutturale della copertura.
Intuendo il pericolo mortale, il 66enne si è scagliato d’istinto verso il figlio 26enne per spingerlo via e allontanarlo dalla traiettoria di caduta del solaio.
Il gesto ha permesso al giovane di evitare l’impatto pieno con la struttura, ma ha lasciato D’Errico scoperto sotto la rovinosa caduta delle macerie. I sanitari del 118 hanno provato a lungo a rianimare l’uomo, che è però deceduto sul posto a causa delle gravissime lesioni riportate.
Le condizioni del figlio e le indagini sul cantiere
Il giovane ventiseienne, estratto dai soccorritori ed evitando il peggio grazie allo scudo paterno, è stato trasportato d’urgenza in codice rosso presso l’ospedale “Antonio Perrino” di Brindisi.
Il 26enne si trova attualmente ricoverato in gravi condizioni ma non in pericolo di vita immediato. L’intera area dell’intervento edile è stata posta sotto sequestro giudiziario su disposizione della Procura della Repubblica di Brindisi.
Gli investigatori dovranno chiarire le cause tecniche del repentino cedimento della tettoia e verificare la regolarità delle misure di sicurezza adottate nel cantiere.