Morte di Alexandra Halunga nell’Aretino: due indagati tra medici e amici

Aperto un fascicolo per omicidio colposo dopo la morte della ventitreenne dimessa dal Pronto Soccorso della Fratta. Giovedì 9 luglio l'esame autoptico irripetibile

Redazione
Morte di Alexandra Halunga nell’Aretino: due indagati tra medici e amici
Alexandra Halunga

Morte di Alexandra Halunga nell’Aretino: due indagati tra medici e amici. Aperto un fascicolo per omicidio colposo dopo la morte della ventitreenne dimessa dal Pronto Soccorso della Fratta. Giovedì 9 luglio l’esame autoptico irripetibile.

La Procura della Repubblica di Arezzo ha ufficialmente aperto un fascicolo d’inchiesta per fare piena luce sulla tragica e per certi versi inspiegabile morte di Alexandra Halunga, la ragazza di soli 23 anni deceduta lo scorso 2 luglio, a cinque giorni di distanza da un brutto incidente stradale e dalle successive dimissioni dal pronto soccorso.

Nelle ultime ore, come atto dovuto, il pubblico ministero ha provveduto a iscrivere due persone nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio colposo. I provvedimenti di garanzia hanno raggiunto il medico di turno che ha preso in carico e poi dimesso la ventitreenne dall’ospedale “Santa Margherita” della Fratta di Cortona. e la giovane amica che si trovava alla guida dell’autovettura al momento del sinistro.

Si tratta, come specificato dagli inquirenti, di un passaggio tecnico necessario e di garanzia per consentire alle parti di nominare i propri consulenti in vista dell’autopsia, fissata per giovedì 9 luglio 2026.

Dallo schianto contro il pilone alle dimissioni dall’ospedale

La catena di eventi ha avuto inizio nella notte del 27 giugno, in località Farniole, nel territorio comunale di Foiano della Chiana (Arezzo). Alexandra viaggiava come passeggera a bordo di un’auto condotta da un’amica (successivamente risultata del tutto negativa ai test tossicologici e all’alcoltest) quando il mezzo è improvvisamente uscito di strada, schiantandosi contro un pilone in cemento per poi ribaltarsi nei campi attigui.

Trasportata in codice giallo (media gravità) al vicino pronto soccorso della Fratta, la ventitreenne era stata sottoposta agli accertamenti radiologici e diagnostici standard.

I medici le avevano riscontrato esclusivamente la frattura di una mano, regolarmente steccata dal personale ortopedico, firmando le dimissioni della paziente poche ore dopo con una prognosi di pochi giorni.

Il progressivo calvario e il decesso al San Donato

Nei giorni successivi al rientro a casa, le condizioni di salute di Alexandra sarebbero progressivamente e inesorabilmente precipitate. Nonostante il successivo consulto da parte del medico della Continuità Assistenziale (la Guardia Medica, la cui posizione è stata già vagliata dagli investigatori ed esclusa da profili di colpa), il quadro clinico è degenerato fino al drammatico epilogo del 2 luglio.

A causa di un improvviso e severo malore, la giovane è stata soccorsa d’urgenza da un’ambulanza del 118 e trasferita al più attrezzato ospedale San Donato di Arezzo, dove però è deceduta poco dopo il suo ingresso in rianimazione.

L’esame autoptico di giovedì risulterà decisivo: i medici legali dovranno stabilire l’esatta causa del decesso e verificare se vi sia un nesso di causalità diretto tra il trauma da impatto del 27 giugno, un’eventuale emorragia interna non diagnosticata o un vizio di forma nelle cure prestate durante il primo ricovero a Cortona.

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