Omicidio Bakari: identificato e fermato il sesto aggressore

La Squadra Mobile di Taranto blocca un 22enne. Il gruppo è ora al completo: due maggiorenni e quattro minori. Oggi i primi interrogatori davanti al GIP

Redazione
Omicidio Bakari: identificato e fermato il sesto aggressore
bakari Sako

Omicidio Bakari: identificato e fermato il sesto aggressore. La Squadra Mobile di Taranto blocca un 22enne. Il gruppo è ora al completo: due maggiorenni e quattro minori. Oggi i primi interrogatori davanti al GIP.

Il cerchio si stringe attorno ai presunti responsabili dell’atroce omicidio di Sako Bakari. Da Taranto arriva la notizia del fermo del sesto componente del gruppo, un tassello fondamentale per completare un mosaico di violenza che ha lasciato la città ionica nello sconcerto.

Il bracciante maliano di 35 anni, descritto da tutti come un lavoratore instancabile, è stato vittima di una “violenza inaudita” proprio all’alba di sabato scorso, in quella Piazza Fontana che dovrebbe essere il cuore pulsante del centro storico e non teatro di un delitto così efferato.

L’ultimo fermo e il quadro accusatorio

Il provvedimento, firmato dalla procuratrice Eugenia Pontassuglia, ha portato in cella il secondo maggiorenne della banda. Si tratta di un 22enne residente nella Città Vecchia. Secondo le indagini, sarebbe l’uomo che era seduto ai tavolini del bar e che avrebbe sferrato un pugno decisivo durante il pestaggio.

La “baby gang” (anche se composta ora da due maggiorenni di 20 e 22 anni) vede coinvolti anche quattro minori: due quindicenni e due diciassettenni. I filmati della videosorveglianza sono stati impietosi.

Bakari è arrivato in bici alle 5:20; è stato prima intimidito da due giovani in motorino, poi circondato, colpito al volto e infine raggiunto da tre coltellate. Il tentativo di rifugiarsi nel bar è stato vano: è stato riportato fuori dagli stessi aggressori e lasciato morire sul selciato.

Il calendario giudiziario

La giornata di oggi e quella di domani saranno cruciali per stabilire la tenuta delle accuse. Interrogatorio di garanzia per Fabio Sale (20 anni) davanti al GIP Antonaci, oggi.

Domani sarà il turno dei quattro minorenni davanti al GIP Paola Morelli. Resta l’aspetto più inquietante. Non è emersa alcuna lite pregressa o tentativo di rapina. L’ombra del “passatempo violento” o dell’odio gratuito pesa enormemente sulle indagini.

La violenza del “branco” e il ruolo delle telecamere

La velocità con cui la Squadra Mobile ha risolto il caso dimostra l’efficacia della videosorveglianza urbana, ma la dinamica — con la vittima portata fuori dal bar dagli stessi aggressori e lasciata agonizzante — racconta di una perdita totale di empatia.

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