Omicidio-suicidio a Bologna: tre colpi di pistola per morire insieme, lo strazio per la malattia di Gianna

Roberto Rizzioli, 81 anni, ha fatto fuoco sulla moglie Gianna Galletti, 86, prima di togliersi la vita

Redazione
Omicidio-suicidio a Bologna: tre colpi di pistola per morire insieme, lo strazio per la malattia di Gianna
L'appartamento dei delitti

Omicidio-suicidio a Bologna: tre colpi di pistola per morire insieme, lo strazio per la malattia di Gianna. Roberto Rizzioli, 81 anni, ha fatto fuoco sulla moglie Gianna Galletti, 86, prima di togliersi la vita.

Una vita trascorsa in perfetta simbiosi, conclusasi nel modo più drammatico e silenzioso possibile all’interno di un condominio della periferia bolognese.

Nella mattinata di sabato scorso, 11 luglio 2026, le esistenze di Roberto Rizzioli, 81 anni, e di sua moglie Gianna Galletti, 86 anni, si sono interrotte per sempre al quarto piano di un palazzo in via Shakespeare.

L’anziano ha pianificato il gesto nei minimi dettagli, impugnando una rivoltella regolarmente detenuta per esplodere tre colpi: due hanno raggiunto la moglie mentre si trovava ancora a letto, il terzo è servito all’uomo per togliersi la vita.

Dietro l’estremo gesto, secondo le prime risultanze investigative della Polizia di Stato, si staglierebbe l’ombra di una grave e recente malattia che aveva colpito la donna.

La dinamica: tre spari all’alba e la porta socchiusa

L’allarme è scattato intorno alle ore 06:30 di sabato, quando i condòmini dello stesso pianerottolo sono stati svegliati da rumori sordi, simili a esplosioni ravvicinate.

Rizzioli sembra aver orchestrato tutto per facilitare il successivo intervento dei soccorritori ed evitare che la porta venisse abbattuta: l’ha lasciata intenzionalmente socchiusa.

In un punto ben visibile dell’ingresso, l’anziano ha depositato un biglietto d’addio contenente le disposizioni testamentarie e le ultime volontà della coppia.

Una coppia di vicini cinquantenni, insospettita dai tre forti boati, si è affacciata sul pianerottolo notando l’uscio aperto. Entrati per sincerarsi delle condizioni dei due anziani – che non avevano figli ed erano molto amati nello stabile – si sono trovati di fronte a una scena drammatica. I sanitari del 118, giunti sul posto pochissimi minuti dopo, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso di entrambi.

Il ricordo del quartiere: «Gentili e complementari»

Per tutta la giornata di sabato, gli agenti delle Volanti, i tecnici della Polizia Scientifica e il medico legale hanno operato all’interno dell’appartamento, sottoposto a sequestro giudiziario per completare i rilievi balistici.

Gli investigatori della Squadra Mobile hanno ascoltato a lungo i conoscenti per delineare il contesto del dramma. Agli atti viene definita la pista del cosiddetto “omicidio pietoso”, sebbene nel palazzo molti siano convinti che la decisione sia stata presa di comune accordo per non separarsi.

Roberto Rizzioli, ex operaio in pensione, era molto noto nella zona per il suo impegno civico come guardia ecologica volontaria, ricordato da tutti per la sua fermezza nel mantenere il decoro del cortile comune e per la sua profonda cordialità.

La moglie Gianna, che stava faticosamente recuperando la mobilità dopo la rottura di un femore, viene descritta come una donna estremamente distinta e riservata.

Spetterà ora agli esami autoptici e tossicologici stabilire se la signora Gianna sia stata sorpresa dal fuoco nel sonno o se fosse vigile e consapevole della tragica fine che attendeva la coppia.

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