Pedopornografia online: infiltrazione della Polizia Postale, 8 arresti tra Campania e Basilicata

L'indagine partita a febbraio coordinata dal pool fasce deboli della Procura di Napoli. Perquisizioni a tappeto in sei province. In manette insospettabili tra i 47 e i 70 anni

Redazione
Pedopornografia online: infiltrazione della Polizia Postale, 8 arresti tra Campania e Basilicata
repertorio

Pedopornografia online: infiltrazione della Polizia Postale, 8 arresti tra Campania e Basilicata. L’indagine partita a febbraio coordinata dal pool fasce deboli della Procura di Napoli. Perquisizioni a tappeto in sei province. In manette insospettabili tra i 47 e i 70 anni.

In questo pomeriggio di mercoledì 10 giugno 2026, una massiccia e delicata operazione di contrasto ai crimini informatici coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli scuote l’opinione pubblica del Mezzogiorno, portando alla luce una fitta rete clandestina dedita allo scambio di file dal contenuto raccapricciante.

Gli investigatori sotto copertura della Polizia di Stato sono riusciti a infiltrarsi nelle pieghe più oscure del web, smantellando un circuito interregionale tra la Campania e la Basilicata.

Il bilancio della maxi-operazione parla di otto persone arrestate in flagranza e due denunciate a piede libero con l’accusa di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico.

L’infiltrazione sotto copertura e le indagini digitali

L’indagine, coordinata magistralmente dalla IV Sezione della Procura partenopea (specializzata in violenza di genere e tutela delle fasce deboli della popolazione), è frutto di un lavoro tecnologico durato mesi.

L’input investigativo è partito poco meno di quattro mesi fa ad opera degli specialisti del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica (COSC) di Napoli.

Gli agenti si sono inseriti sotto copertura nelle chat e nei canali di messaggistica utilizzati dai criminali, monitorando e documentando in tempo reale lo scambio dei file illeciti.

Gli investigatori hanno individuato e isolato diverse piattaforme cloud e server sui quali foto e video venivano caricati, catalogati e archiviati.

Grazie a sofisticate analisi informatiche forensi e al tracciamento delle identità digitali (indirizzi IP, impronte crittografiche e metadati), gli esperti della Postale sono riusciti a squarciare il velo dell’anonimato della rete, risalendo ai reali dati anagrafici dei fruitori, molti dei quali considerati veri e propri “insospettabili”.

Il blitz: 50 agenti in campo e arresti in flagranza

Una volta blindati gli elementi probatori, la Procura ha emesso 11 decreti di perquisizione locale e informatica, scattati simultaneamente nelle scorse ore.

Il blitz ha interessato i territori campani di Napoli, Avellino, Salerno, Benevento, Caserta e la provincia lucana di Potenza, vedendo l’impiego di oltre 50 operatori della Polizia di Stato dislocati tra il Centro Operativo di Napoli e le varie Sezioni territoriali.

All’interno dei computer, degli smartphone e degli hard disk esterni sequestrati, gli agenti hanno scovato migliaia di file multimediali che immortalavano gravissimi abusi e violenze ai danni di minori, in molti casi anche in tenerissima età.

La mole di materiale esplicito rinvenuto ha fatto scattare l’arresto immediato per 8 indagati, bloccati mentre erano ancora in possesso dei dispositivi connessi.

I soggetti, di età compresa tra i 47 e i 70 anni, risiedono nelle province di Napoli, Avellino, Salerno e Caserta. Tutte le misure restrittive sono già state formalmente convalidate dai rispettivi Giudici per le Indagini Preliminari (GIP) competenti per territorio.

  •  

Redazione

La redazione de L'inserto, articoli su cronaca, economia e gossip

Modifica le impostazioni GPDR