Porto Sant’Elpidio, si aggrava il bilancio: tre i morti e due feriti

Le squadre speciali dei Vigili del Fuoco hanno individuato il corpo di Ettorina Paccapelo. Distrutte vetrate nel raggio di centinaia di metri

Redazione
Porto Sant’Elpidio, si aggrava il bilancio: tre i morti e due feriti
La villetta saltata in aria

Porto Sant’Elpidio, si aggrava il bilancio: tre i morti e due feriti. Le squadre speciali dei Vigili del Fuoco hanno individuato il corpo di Ettorina Paccapelo. Distrutte vetrate nel raggio di centinaia di metri.

Il bilancio della devastante tragedia che ha colpito Porto Sant’Elpidio (Fermo) si aggrava drammaticamente, assumendo i contorni di un vero e proprio disastro cittadino. Le speranze di trovare ancora in vita l’anziana intrappolata sotto le macerie si sono spente poche ore fa, portando il numero dei decessi accertati a tre.

Quasi contestualmente, purtroppo, è arrivata da Torrette la notizia del decesso di uno dei tre feriti, Romano Cerqueti, 60 anni, estratto dalle macerie questa mattina. Lavorava in un calzaturificio della zona. Il bilancio, quindi, si aggiorna drammaticamente: tre persone decedute e due ferite.

Le operazioni di scavo e messa in sicurezza in via Trentino vedono un dispiegamento massiccio di forze, mentre l’intera comunità marchigiana si stringe intorno alle famiglie colpite dal crollo della palazzina di due piani, sventrata all’alba da una fuga di gas.

Il tragico ritrovamento della seconda vittima

Nel corso del pomeriggio, la mobilitazione di oltre 60 Vigili del Fuoco ha portato alla triste svolta nelle ricerche. Gli specialisti del nucleo USAR (Urban Search and Rescue) e le unità cinofile hanno localizzato il corpo senza vita di Ettorina Paccapelo, la donna di 90 anni che risultava dispersa dalle prime ore del mattino.

L’anziana, che soffriva di gravi problemi respiratori e utilizzava bombole d’ossigeno, è stata travolta dal collasso del solaio della propria abitazione.

Il corpo della novantenne si aggiunge a quello di Giuseppe Pieroni, 47 anni, perito informatico e contitolare di una piccola azienda locale, il cui decesso era stato constatato dai sanitari già nelle prime fasi dei soccorsi.

Il quadro dei feriti e la dinamica dell’esplosione

All’interno dello stabile risiedevano due distinti nuclei familiari, entrambi tragicamente decimati o feriti dall’onda d’urto. Nel primo appartamento, i genitori del quarantasettenne sono sopravvissuti ma hanno riportato gravi traumi.

La madre di 70 anni è stata avviata in eliambulanza al trauma center dell’ospedale regionale di Torrette di Ancona, mentre il padre di 89 anni è stato ricoverato all’ospedale di Fermo.

Nel secondo appartamento, i soccorritori sono riusciti a estrarre vivo dalle macerie il figlio sessantenne di Ettorina Paccapelo (inizialmente indicato come ragazzo nei primi dispacci), rimasto ferito ma cosciente. Deceduto, poi. Lavorava in un calzaturificio.

Resta confermata l’ipotesi che la deflagrazione sia stata causata da una massiccia saturazione di gas da rete o da bombola. L’accensione di un semplice interruttore della luce avrebbe fatto da innesco, provocando lo scoppio che ha mandato in frantumi vetrate di abitazioni e negozi nel raggio di centinaia di metri.

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