Rapporto Ocse Pisa 2025: la scuola italiana supera la media in lettura, matematica e scienze. Calano i divari Nord-Sud

I risultati del rapporto triennale dell'Organizzazione su 760mila studenti in 91 Paesi. La soddisfazione di Valditara

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Rapporto Ocse Pisa 2025: la scuola italiana supera la media in lettura, matematica e scienze. Calano i divari Nord-Sud

Rapporto Ocse Pisa 2025: la scuola italiana supera la media in lettura, matematica e scienze. Calano i divari Nord-Sud. I risultati del rapporto triennale dell’Organizzazione su 760mila studenti in 91 Paesi. La soddisfazione di Valditara.

L’edizione 2025 dell’indagine Pisa dell’Ocse (Programme for International Student Assessment) evidenzia un consolidamento del sistema scolastico italiano.

In un quadro globale segnato da un generale arretramento delle competenze dei quindicenni, gli studenti italiani superano la media internazionale in tutti e tre i settori chiave monitorati dal report: scienze, comprensione della lettura e matematica.

Il rapporto, condotto su oltre 760.000 studenti di 91 Paesi e economie, descrive un calo diffuso nei Paesi sviluppati ma mette in luce la tenuta dell’Italia e l’attenuazione delle disparità territoriali.

I punteggi degli studenti italiani e la classifica Ocse

Il dato di maggior rilievo riguarda la comprensione del testo, dove gli studenti italiani totalizzano 474 punti, superando nettamente la media Ocse (461 punti) e superando sistemi scolastici storicamente di riferimento come quello finlandese.

Nel settore scientifico l’Italia registra 483 punti (contro i 482 dell’Ocse), mentre in matematica raggiunge 468 punti (rispetto a una media di 463), staccando Paesi come Francia, Germania, Stati Uniti e Svezia.

La rilevazione conferma una contrazione delle storiche forbici di rendimento tra le regioni del Nord e quelle del Mezzogiorno, in continuità con i recenti rilevamenti Invalsi.

Il quadro globale: intelligenza artificiale, distrazioni e coinvolgimento

L’indagine rileva che il 46% degli studenti dei Paesi Ocse utilizza settimanalmente strumenti basati su intelligenza artificiale per lo studio. Parallelamente, il 28% dichiara di essere distratto dai dispositivi digitali in classe, mentre i casi di “lettura frettolosa” e imprecisa sono quasi raddoppiati dal 2018 (pari al 9%).

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha accolto i dati parlando di una “scuola italiana solida” e rimarcando la necessità di proseguire nelle politiche di supporto a docenti e studenti per valorizzare la continuità didattica.

Maria Laudando

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