Roma Casilino: 18enne vittima di bullismo si barrica in camera con le forbici

Il giovane ha minacciato il suicidio e si è seduto sul cornicione del balcone. Decisiva la strategia dei poliziotti: una squadra lo ha distratto dal giardino mentre i colleghi hanno forzato la porta

Redazione
Roma Casilino: 18enne vittima di bullismo si barrica in camera con le forbici
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Roma Casilino: 18enne vittima di bullismo si barrica in camera con le forbici. Il giovane ha minacciato il suicidio e si è seduto sul cornicione del balcone. Decisiva la strategia dei poliziotti: una squadra lo ha distratto dal giardino mentre i colleghi hanno forzato la porta.

Le cronache della Capitale portano alla luce una vicenda dolorosa che, solo grazie alla prontezza di una madre e al sangue freddo delle forze dell’ordine, non si è trasformata nell’ennesima tragedia legata al disagio giovanile. Un dramma silenzioso, le cui radici affondano in anni di vessazioni scolastiche mai del tutto superate.

L’episodio, reso noto nelle ultime ore, si è consumato nella mattinata di lunedì scorso, 1° giugno, all’interno di una villetta situata nella periferia est di Roma, nel territorio di competenza del Distretto Casilino. Protagonista un ragazzo di 18 anni (indicato con il nome di fantasia Matteo), salvato in extremis mentre tentava il suicidio.

L’allarme e la trattativa dietro la porta

Il dramma è scattato intorno alle ore 9:30, al rientro da una visita medica che aveva visto il diciottenne manifestare un improvviso e preoccupante scatto d’ira.

Una volta rientrato in casa, il giovane ha afferrato un paio di forbici dalla cucina, si è chiuso a chiave nella sua camera da letto e ha urlato alla madre l’intenzione di farla finita. La donna, mantenendo la lucidità, ha immediatamente composto il 112.

Sul posto sono giunte due autoradio della Polizia di Stato e un’ambulanza del 118. Gli agenti, posizionatisi dietro la porta a vetri satinati della camera, hanno avviato un lungo e paziente dialogo. Il ragazzo, tuttavia, ha rifiutato il contatto, minacciando di colpirsi con le forbici se i poliziotti non se ne fossero andati.

La trappola psicologica e il salvataggio sul cornicione

La situazione è precipitata quando il giovane, fingendo di voler collaborare («Metto una maglietta e scendo»), ha invece tentato di scavalcare la finestra.

Gli agenti rimasti a presidio del giardino si sono accorti che il diciottenne era uscito sul balcone e si era seduto sul cornicione. Via radio, senza farsi sentire dal ragazzo, hanno coordinato l’azione con i colleghi rimasti al piano superiore.

Mentre la squadra in giardino continuava a parlare al diciottenne con tono pacato, intrattenendolo con argomenti generici sullo sport per distogliere la sua attenzione, i poliziotti al primo piano hanno utilizzato attrezzi di fortuna trovati sulle scale per forzare la serratura della porta a vetri senza fare rumore.

Entrati nella stanza a passo leggero, gli agenti sono balzati sul balcone, hanno afferrato il ragazzo per le braccia e il busto, disarmandolo e mettendolo in sicurezza.

Le radici del malessere: anni di violenza psicologica a scuola

Dopo il salvataggio, il diciottenne è stato trasferito d’urgenza al Policlinico Tor Vergata per accertamenti clinici e psicologici. È stato l’intervento della madre, sentita dagli agenti del Distretto Casilino, a chiarire i motivi del gesto, mettendo a verbale una dolorosa storia di bullismo.

Il calvario era iniziato tre anni prima, all’età di 15 anni, nei primi mesi delle scuole superiori. Il ragazzo veniva sistematicamente preso di mira, ridicolizzato e deriso da un gruppo di compagni di classe.

Nonostante un cambio di istituto scolastico e i tentativi di avviare percorsi di psicoterapia (interrotti per la mancanza del feeling necessario con il terapeuta), il trauma era rimasto latente.

Sebbene negli ultimi tempi Matteo sembrasse aver trovato una nuova stabilità e una cerchia di amicizie, l’atteggiamento cupo manifestato in casa e l’improvviso cortocircuito emotivo di lunedì hanno dimostrato come le ferite psicologiche fossero ancora aperte.

Sulla vicenda sono in corso approfondimenti per valutare eventuali tutele assistenziali ed educative stabili per il giovane.

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