Scuola: titoli falsi per assunzioni, 62 indagati. Maxi-truffa da 1,5 milioni
Chiusa l'inchiesta della Procura di Roma sul triennio 2021-2024. Coinvolta la Campania: 36 indagati ad Avellino e 5 nel Salernitano
Scuola: titoli falsi per assunzioni, 62 indagati. Maxi-truffa da 1,5 milioni. Chiusa l’inchiesta della Procura di Roma sul triennio 2021-2024. Coinvolta la Campania: 36 indagati ad Avellino e 5 nel Salernitano.
La Procura della Repubblica di Roma ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 62 persone, accusate a vario titolo di reati gravissimi tra cui falso ideologico in atti pubblici, tentato falso e truffa aggravata e consumata ai danni dello Stato.
L’inchiesta ha scoperchiato una rete criminale ben strutturata che, tra il 2021 e il 2024, ha fabbricato a tavolino diplomi e attestati fantasma per consentire l’assunzione illecita di docenti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA).
Il meccanismo della frode: certificazioni fai-da-te e scuole fantasma
Le indagini, condotte capillarmente dalla polizia giudiziaria attraverso l’incrocio dei dati digitali delle domande d’inserimento e i versamenti previdenziali, hanno accertato un sistema fraudolento standardizzato.
Per scalare i posizionamenti nelle Graduatorie Provinciali per le Supplenze e nelle graduatorie d’istituto del personale ATA, gli indagati autodichiaravano il possesso di documentazione mai conseguita.
Tra i titoli falsificati figurano diplomi di Operatore Socio-Sanitario ($OSS$), attestati di dattilografia e certificazioni informatiche (fondamentali per i profili di assistente amministrativo).
Per gonfiare ulteriormente il punteggio e scavalcare i candidati onesti, gli indagati autocertificavano anni di servizio fittizi, mai prestati nella realtà.
I falsi contratti risultavano formalmente erogati da istituti scolastici privati e paritari situati nelle province di Caserta (tra cui una scuola materna) e di Cosenza.
Verificando i registri e le banche dati INPS, gli inquirenti hanno scoperto che quelle ore di docenza o di assistenza esistevano esclusivamente sulle domande cartacee.
La geografia del malaffare: il peso della Campania
L’organizzazione criminale che gestiva il traffico di titoli aveva il suo baricentro operativo e di reclutamento dei “clienti” principalmente in Campania, sebbene l’indagine sia radicata a Roma.
La fetta più consistente dei beneficiari del sistema illegale risiede in provincia di Avellino, che conta ben 36 persone iscritte nel registro degli indagati.
Altri cinque soggetti colpiti dal provvedimento sono originari della provincia di Salerno, specificamente distribuiti nei comuni di Battipaglia, Serre, Vietri sul Mare, Nocera Inferiore e Sarno.